lunedì 22 agosto 2016

Favignana non è un’isola per signorine

Favignana non è un’isola per signorine.

Io sarei una “signorina” e quando sono arrivata nell’isola di Favignana non lo sapevo. Non sapevo che a Favignana non si fa vacanza “comoda” (a meno che tu non abbia una bella barca).
Bisogna avere lo spirito da esploratori ma, soprattutto, non fare gli schizzinosi se la sabbia per potersi stendere comodamente scarseggia, se l’ombrellone va piantato tra le pietre e se per raggiungere acque caraibiche c’è da diventare esperti di scalata.

Sto esagerando per la maggior parte delle persone, per le signorine no.


Pirreca
Ma io sono stata fortunata.

Ho preferito un B&B ad un resort e Giovanni, il proprietario de Il Giardino dei Limoni, mi ha incantata e mi ha fatto amare l’isola come nessuno mai.

È venuto a prenderci al porto per portarci nel “suo giardino”. Appena arrivati, ci ha portato a vedere gli alberi di limoni. Con un gesto che deve aver ripetuto migliaia di volte, ha strappato qualche foglia dall’albero e poi ce l’ha fatta annusare.

Questo è l’odore della nostra Sicilia, benvenuti”.
Un profumo intensissimo, un odore che difficilmente scorderò.


Giovanni è un isolano doc. Uno di quelli che se n’è andato per imparare, ma che non vedeva l’ora di tornare. “Un ex poliziotto penitenziario felicemente in pensione” - così ama definirsi.

A Favignana studiano quasi tutti per lavorare in mare o per diventare poliziotti penitenziari (nell’isola c’è un carcere dove viene mandato chi deve scontare una pena superiore agli 8 anni).

L'isola conta all'incirca 7000 abitanti e nonostante sia una farfalla (per forma) che si gira in bicicletta (quasi) in un battito d’ali, ci sono tanti bambini, le scuole arrivano fino alla terza media e chi continua va a scuola in aliscafo (che figata - mi dico).

Divento subito una cicloturista e affitto una bicicletta per scoprire Favignana. Indecisa fra il motorino e la bicicletta ho optato per quella elettrica con pedalata assistita. Ed è stato folle amore.
Ecco, la bicicletta elettrica è per signorine. Basta un tocco e quella va più veloce della luce (si fa per dire) e non ti stanchi mai, godi del vento tra i capelli e del sole cocente poco t’importa.


Il paesaggio è estremamente arido, brullo, sembra abbozzato. Le case sono poche e non sono rifinite. A Favignana basta poco, non si fa sfoggio di queste cose. Si sfoggia il mare e l’amore estremo per la propria terra.

Bue Marino
Più la visitavo e più avevo la sensazione che niente di brutto poteva mai succedere nell’isola, che le porte potevano essere lasciate aperte e che tutti erano pronti a darti una mano. Così, la mattina a colazione (il momento delle domande) lo chiedo a Giovanni.

È bellissimo fare colazione con Giovanni. Lui è là, pronto a raccontare mentre ci porge la torta del giorno fatta in casa. C’è lo zampino della sorella, ma poco importa.  In quel tavolo lungo, dove sedevamo tutti insieme senza conoscerci, bastava poco per essere felici e iniziare bene la giornata.

Il tavolo delle colazioni di Giovanni
Crostata di fichi e limoni, torta al limone, crostata ricotta e cioccolato, pane caldo con marmellata di limoni fatta in casa: quante delizie!

Ho chiesto a Giovanni se la mia impressione fosse corretta o meno.
Mi ha detto che l’unico furto che ricorda è quello di una ragazzo che poco tempo fa ha fatto un buco dentro un bar per rubare delle monetine. Ma quel ragazzo adesso lavora lí.

“Sí, perché ci conosciamo tutti. Riusciamo facilmente a capire la motivazione che spinge a un gesto simile. Conosciamo l’ambiente familiare e, semplicemente, ci aiutiamo. Quel ragazzo stava chiedendo aiuto ed è stato aiutato. Nessuno nasce delinquente”. 

I favignanesi, i siciliani: che bella scoperta! Questa vacanza me li ha fatti scoprire per la prima volta, mi ha consentito di coglierne l’essenza. Forse perché anche io, per la prima volta, ero realmente in ascolto. 

Nella piazzetta del centro ho ascoltato musica siciliana. Una donna appassionata e un gruppo (i Pachira) che meriterebbero X Factor subito.

Pachira a Favignana
Raramente mi è sembrato di sentire, attraverso la musica cantata da giovani, un orgoglio così grande per le proprie origini. Mi porto a casa “Pirati a Palermo” e Ciciulìa.

Le spiagge, vero. Magari siete capitati per caso in questo post proprio per avere qualche consiglio in merito.

Dunque, le spiagge per signorine sono poche: Lido Burrone, Cala Azzurra, Praia. Piccole porzioni di sabbia, mare spettacolare, ma raramente è possibile trovare spazio. Al lido Burrone sí perché e attrezzato, ma ci sono porzioni di mare molto più belle (quelle subito sotto).

Le cale per avventurieri: Cala Rossa, Bue Marino, Pirreca, Punta Faraglione.

Pirreca

Cala Rotonda
Credo di aver detto tutto.
Ah, Giovanni, prima di andare via ho preso un pezzo di torta, la mia preferita, non ho resistito. Perdonami e… grazie.

Arrivederci Favignana (h 6:40 a.m.)

venerdì 5 agosto 2016

Come vestirsi in viaggio: la valigia perfetta per le tue vacanze (risparmiando)!

Eccole, sono finalmente arrivate. Dopo mesi di duro lavoro e frenetico tram tram le vacanze non sono più un miraggio lontano.

Ma dite la verità, quante di voi rimandano il momento di riempire la valigia?
Sempre troppo piccola, mai abbastanza capiente per contenere tutto il nostro guardaroba: ecco allora che fare la valigia si trasforma nel solito temuto incubo.

Ma non disperate la valigia (quasi) perfetta esiste: il trucco è prepararla con la mentalità rilassata e disinvolta della vacanza e non con il convulsivo stress della quotidianità: inutile portare troppi cambi, meglio sceglierne pochi ma giusti, optate per capi passpartout facili da mixare insieme per creare tanti look diversi e adatti a molte occasioni.


Vi mostro le mie scelte per la vacanza al mare di quest’anno insieme ad una chicca salva portafoglio che amerete!

Il trucco per evitare di infilare in valigia tutto l’armadio è scegliere capi dalle mille anime, pezzi da intercambiare e valorizzare con accessori e particolari sempre diversi.  

Per i miei look vacanzieri ho scelto Asos: inifinite proposte, tutti gli ultimi trend e divertimento assicurato.

Una passeggiata tra le vie di Positano o lungo le ripide salite di Santorini e poi dritte a godere di una cena a bordo piscina.

Non sempre è necessario cambiarsi d’abito. Modificate piuttosto gli accessori, rinfrescate capelli e make up e sarete subito pronte.

Io ho scelto come capo must su cui costruire due look il Maxi Dress di The Jet Set Diaries: total white, scollo profondo e romantico pizzo sangallo (156,00€ su Asos).

"Come vestirsi in vacanza" - diritti grafica: Le stanze della moda

Di giorno 1. Occhiali da sole Quay Australia (57€) 2. Cappello Neve & Eve (16€) 3. Sandali pon pon Dolce & Gabbana 4. Secchiello in paglia New Look (23€). Per la sera 5. Sandali Burberry 6. Clutch Gloria dei colori 7. Bracciale Vanina (160€) 8. Ear Cuff con frange Emanuele Bicocchi (235€).

Una giornata al mare da mattino a sera: sole, relax e tuffi rigeneranti e poi un aperitivo super glamour a salutare il sole che tramonta a Ibiza.

Non avrete bisogno d’altro che di un copricostume originale come quello che sto per mostrarvi e tanti accessori: io ho scelto il maxi beach dress Pink Snake su Asos  (45,07€).

"Come vestirsi in viaggio" - diritti grafica: Le stanze della moda

In spiaggia 1. Borsa di paglia Ermanno Scervino 2. Sandali Sophia Webster (225€) 3. Cappello in paglia God save the fashion . Per la sera 4. Sandali Sophia Webster (295€) 5. Clutch Mawi (690€) 6. Anello Maria Francesca Pepe (157€) 7. Bracciale Maria Black Jewelry (450€).

Gli accessori fanno la differenza e occupano poco spazio in valigia!

Partire leggere non è una missione impossibile e con un po' di pazienza sono certa che riuscirete anche voi a creare look pratici come i miei.

Pazienza e astuzia, come quella che uso per risparmiare quanto più posso: ecco allora il segreto moneysaving che avevo promesso di condividere con voi.  Si tratta di RetailMeNot.it, il più grande marketplace di sconti e coupon on line al mondo, arrivato in Italia il Marzo scorso.

 RetailMeNot.it non è uno dei tanti siti che segnala sconti in realtà già applicati dai retailer: questo ti dà qualcosa in più. Propone opportunità cashback, lift card e coupon con ulteriori sconti applicati proprio dal portale RetailMeNot stesso.

Insomma una raccolta di sconti sempre aggiornata ed esclusiva, un passaggio obbligatorio prima dello shopping. 

Inoltre, al suo interno, è possibile dialogare con una community vera e propria. Registrandosi, è possibile accumulare punti, scambiarsi opinioni sulle rispettive shopping experience, postare/segnalare nuovi coupon trovati sulla rete e, attraverso le proprie recensioni, guadagnare punti e quindi extra budget da spendere! 



È proprio grazie a Retailmenot che prima delle vacanze ho dedicato qualche ora allo shopping on-line creando outfit multi accessoriati che non vedo l’ora di indossare: ho acquistato i due abiti su Asos usufruendo della spedizione gratuita e di un ulteriore sconto di 10€ avendo speso più di 50€.


Se ancora non avete pronta la valigia e non avete idea di cosa metterci dentro, fate come me: per risparmiare fate prima un salto su Retailmenot e verificate quale offerta migliore c'è in serbo per voi.

Qualche esempio? Potreste risparmiare su siti come Sarenza, Yoox, Nike, Groupon, Douglas, Smartbox, Zara, Amazon, Zalando e, se non avete prenotato ancora la vostra meritata vacanza, anche su Alitalia, Trenitalia ed Expedia!



lunedì 1 agosto 2016

Cosa prova un padre a essere padre? Lo racconta con infinita poesia Donato Barile

Cosa si prova a essere padri?
Che ne sa una madre, che ne sappiamo noi figlie?



Mi sono spesso chiesta come ci vedono i nostri compagni, che sentimento prova mio marito quando prova a tendere le braccia a nostro figlio e si ritrova più spesso che mai un abbraccio negato e una richiesta continua e insistente di mamma?

Lui dice di capire. "La mamma è la mamma...".

Io ci rimarrei malissimo. Mi sentirei rifiutata, mi metterei in discussione come genitore, forse piangerei. Forse non esagererei così tanto, ma di sicuro mi farei un sacco di pippe mentali farcite di tanti (nuovissimi) sensi di colpa.

I papà scrivono troppo poco sul web. Forse questo è proporzionale a quanto poco abbiano voglia di scendere così in profondo e, soprattutto, di condividere la propria interiorità con internauti sconosciuti.

Poi c'è Donato Barile che invece non può fare a meno di farlo. Copywriter creativo di professione, di grandissima cultura, dotato di rara sensibilità, pungente quanto basta, è diventato padre da poco.

Da allora non riesco a fare a meno di leggere il suo punto di vista, di guardare con gli occhi di un padre quel filo blindato, spesso simbiotico, ed esclusivo che lega indissolubilmente una madre e un figlio.

E poi scrive questa poesia:

"Non sottovalutate il tiepido. Non commettete mai questo errore.
Arriva il giorno in cui si capisce che la tiepidezza è quel valore, estremamente complesso, che ha molto a che fare con la genitorialità, coi primi mesi di vita di un neonato e con la vita in genere. 
Né troppo calda, né troppo fredda. L'acqua per lavare il piccolo dev'essere così.
E poi il latte, tiepido anch'esso. 
E così l'aria: lontano dalle correnti, occhio al sole, chiudi le finestre che fa freddo, coprilo, scoprilo, ricoprilo. 
Così la notte si sta, come un San Sebastiano qualunque, trafitto da sbadigli a dozzine, davanti al bollitore, alla ricerca della temperatura perfetta.
Comincia tutto da qui. Dalla produzione metodica della tiepidezza.
È una pratica complessa, che si consuma per lo più a notte fonda, da stanchi morti, con la faccia sgualcita e gli occhi bruciati da un sonno urticante. E le albe implacabili fuori, alla finestra, con i palazzi a bagno Maria nel primo sole. 
Con passo claudicante e ciabattoso si va col biberon in mano verso la madre per il verdetto definitivo.
- È troppo caldo, mettilo sotto l'acqua fredda.
- È troppo freddo, scaldalo ancora per trenta secondi trenta.
- Sì, certo, vado subito.
Eppure una volta era tutto un saltarsi addosso io e te, ricordi?
Cene, terrazze, bicchieri di vino bianco, amari, lingue in bocca a perdita d'occhio.
Siamo passati dai sonnellini a cucchiaio sul divano ai cucchiaini di Reuterin, e ci resta il sottinteso, il cenno con cui si invita l'altro a fare silenzio per non svegliare Colui che dorme.
Così si scopre la pazienza, che è la temperatura ideale tra l'incandescenza di un Vaffanculo e il gelido servilismo.
Così si scopre l'amore, quello vero, che è la temperatura ideale tra la fornicazione spinta e il pisciare con la porta aperta.
Così il tiepido si prende tutto, ma non per intiepidire, anzi per aggiungere valore, insegnare a mettere sul bilancino ogni momento, a dare un peso specifico ai baci, a trovare l'equilibrio, a riconoscersi interi in una condizione di parzialità che ti impedisce persino di fare la doccia quando vuoi. 
A star bene per una cosa così. Né calda e né fredda. Meravigliosamente tiepida.

Come ho scritto sul mio profilo Facebook: ve lo consiglio caldamente. Leggetene tutti. Leggete tutto.



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