giovedì 28 febbraio 2013

A come Artex

Questo glossario nasce per supportare chi si trova a commentare o dover "leggere" una sfilata, a chi è curioso di conoscere cosa si nasconde dietro nomi strani e vetusti e a tutti gli appassionati di storia della moda! Enjoy!

Prima puntata:

AERTEX: si tratta di un particolare tessuto di cotone detto "a nido d'ape", precursore termico in maglieria. Nel 1891 veniva impiegato per produrre indumenti intimi femminili (per le freddolose). Alla fine del '900 inizia invece ad essere impiegato per camicie, bluse, short e abbigliamento casual. In realtà ragazzi...è quella che "volgarmente" chiamiamo maglina! Eccola qui:


AIGRETTE: Abbiamo visto anche la mitica Anna Dello Russo crearne uno per la sua collezione H&M. Per l'occasione ho una foto di repertorio personale. Generalmente non si tratta naturalmente di un animale intero, bensì di un ciuffo di piume che orna il capo di alcuni uccelli e che veniva utilizzato per abbellire cappellini (anni '40), abiti o chignon. Veniva anche chiamato asprì, tanto per complicarci ancora la vita. Beccatevi la Dello Russo (che ha veramente esagerato) ed un antico esemplare.



AI-ZOME: tecnica di stampa giapponese che include solo le gradazioni del blu. Nel 1984 fu ripresa da Rei Kawakubo che la rilanciò per gli abiti a fiori di una sua collezione.


AJOUR: scomodiamo il francese, ma è intuibile la traduzione: "a giorno". Viene chiamata così perché lascia passare la luce. Si tratta infatti di un ricamo a traforo realizzato soprattutto sul lino per orli nella biancheria di casa (ebbene si, i lavori delle nostre nonnine). Buchetti qua e la insomma. A volte è motivo decorativo per abiti, gonne o camicie. 


ALAMARI: no, non ho dimenticato la c. Si tratta di un particolare tipo di allacciatura: fili di seta o di pesante passamaneria ripiegati a forma di asola in cui infilare un bottone, di solito di legno o di canna di bambù. Ha origini militari e sono state riprese nel secondo dopoguerra con la moda del Montgomery. Rivivono tutte le volte che si sceglie di non tagliare un particolare tessuto (come le pelliccie). Ultimamente sono stati rivisitati ed utilizzati come orecchini! 



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