giovedì 28 marzo 2013

Eleganza da red carpet eco-sostenibile: l'ennesima sfida di H&M con la nuova linea Conscious Exclusive

Come negarlo, H&M regala a tutte noi tanta soddisfazione quando sentiamo quell'irresistibile voglia di comprare qualcosa di nuovo (che non sappiamo neanche noi cosa), che non costi uno sproposito e che sia allo stesso tempo glamour.

Questo è il segreto del fast fashion

Certo, se i capi esposti fossero un tantinello meno stropicciati, personalmente sarei più invogliata ad approfondire la reciproca conoscenza, ma sono sicura che il colosso svedese migliorerà anche in questo. 

H&M ha conquistato proprio tutti, grazie anche alle famose e frequenti collaborazioni con personaggi influenti del mondo dell'haute couture (Versace), dello spettacolo (Beyoncè) e dell'editoria (Anna Dello Russo). Tra queste due delle recenti capsule collections, sono state letteralmente prese d'assalto dai consumatori di tutto il mondo.

Ma veniamo all'ultima novità! Sono curiosa di toccare con mano la qualità di questi tessuti eco friendly, ma le anteprime della nuova Conscious exclusive collection mi hanno veramente sorpresa.

H&M è da lungo tempo impegnata nel porre maggiore attenzione alla sostenibilità di tutti i processi produttivi per ridurre l'impatto sull'ambiente, e proprio per questo è stata pensata la Conscious collection che utilizza tessuti quali il cotone biologico, il poliestere e il poliammide riciclati ed il tencel. 

La collezione è stata anticipata da uno spot veramente incantevole. Vanessa Paradis sembra fondersi con la natura in maniera armoniosa e romantica. Gli abiti che indossa, eterei, leggeri e dai colori pastello, le regalano una parvenza da fata dei boschi. Proprio una bellissima magia.

H&M Conscious

Gli obiettivi che quest'azienda si è prefissata ed i risultati raggiunti nel 2012 lasciano ben sperare: hanno scelto il cotone biologico (che richiede il 20% di acqua in meno, riduce a zero l'uso di pesticidi, abbassa la temperatura del lavaggio in lavatrice e rende riciclabile il 95% del tessuto); utilizzano sempre più energie rinnovabili per ridurre le emissioni di CO; offrono a tutti la possibilità di consegnare i propri abiti usati presso i punti vendita (a volte ottenendo anche buoni sconto) per ridare nuova vita ai capi.

Come non sposare la battaglia Climate Revolution, lanciata anche da Vivienne Westwood? 

E allora veniamo a noi senza uscire fuori tema. Visto che ci piacciono le novità, mi sembra ancora più bello che abbiano abbinato l'ecosostenibilità all'eleganza da red carpet.
Accanto alla regular conscious collection infatti, dal 4 aprile 2013, in edizione ahimè limitatissima e solo in 140 negozi in tutto il mondo, sarà possibile acquistare i capi della linea partywear Conscious exclusive. 

H&M Conscious Exclusive
Abiti iconici della vecchia Holliwood rivisitati in chiave moderna e dalle linee pulite.
H&M Conscious Exclusive

H&M Conscious Exclusive
Il long dress rosa cipria ultra femminile è realizzato esclusivamente con poliestere riciclato.

H&M Conscious Exclusive

Dal lungo al corto, le proposte rimangono sempre raffinate, eleganti e assolutamente di grande impatto. 

H&M Conscious Exclusive

Il completo tre pezzi, è realizzato in cotone biologico. 
H&M Conscious Exclusive

Colorazioni naturali, prodotti in cotone organico, poliestere riciclato, seta biologica ed infinito glamour: un meritatissimo 10 in condotta non glielo toglie nessuno!

Voi cosa vorreste nel vostro armadio?

mercoledì 27 marzo 2013

Da domani in tutte le sale il film da non perdere è "Outing - Fidanzati per sbaglio"

Il 28 marzo 2013, al cinema per tutte le appassionate di moda e non solo, esce il film "Outing - Fidanzati per sbaglio", diretto da Matteo Vicino al suo secondo film, con Nicola Vaporidis, Massimo Ghini, Giulia Michelini, Andrea Bosca e Claudia Potenza.

Outing: fidanzati per sbaglio

Il film sta già facendo discutere per la piccolissima partecipazione della povera fashion blogger Chiara Ferragni che interpreta sé stessa in realtà solo per pochi secondi....la solita ammirazione e invidia bella di cui mi faccio sostenitrice qui.

Outing: fidanzati per sbaglio. Chiara Ferragni

In realtà i temi affrontati sono più che attuali, per nulla banali e di grande interesse. Vi lascio con il trailer e la trama, nell'attesa dei commenti di chi lo vedrà per prima. 

Federico e Riccardo, sono due amici legati da un rapporto profondissimo che affonda le sue radici nell'infanzia di entrambi. Federico è spiantato e senza obiettivi, bugiardo di professione, playboy di periferia; Riccardo, invece è un talento del design che vive a Milano ed è impiegato in un lavoro lontano dai suoi obiettivi, come gran parte dei giovani italiani: un animo da stilista che lavora come commesso. Quando i due vengono a conoscenza della possibilità di ottenere un finanziamento dalla Regione Puglia per attività imprenditoriali nel campo della moda, decidono di tentare e Federico impegna la masseria di famiglia chiedendo un grosso prestito ad un potente politico pugliese. Nel momento in cui scopriranno che il bando è riservato alle coppie di farro, a quel punto, l'unico modo per non perdere la masseria sarà fingersi coppia omosessuale. Una  commedia senz'altro innovativa e "diversa", che lascia spazio per la riflessione su temi quali il merito, il rapporto tra il fine e i mezzi, la condizione dei giovani italiani, le coppie di fatto e gli schemi sociali. 

Facebook: facebook.com/weouting
Twitter.com/Outingfxs
Sito Ufficiale: outingfidanzatipersbaglio.it


lunedì 25 marzo 2013

Give Away vietati dalla legge. Si rischiano multe fino a 500.000 euro?!


Giveaway vietati

Seguendo la scia, anche io stavo pensando di lanciare un GiveAway (mini concorso generalmente legato a un brand o un blog che offre la possibilità di vincere dei premi semplicemente commentando l'articolo o partecipando attivamente alla pagina Facebook dedicata ), ma qualcuno mi ha fermata urlandomi contro: "ma sei pazzaaaaa?!!!? Non sai che è vietato dalla legge?!?".

Ebbene pare che un anno fa abbia iniziato a circolare in rete la voce di un divieto in questo senso, dopo che una blogger era stata denunciata da una follower e costretta a pagare una multa salatissima.

Ma la legge non è nuova. Risale al 2001.

Ho cercato di capire quanto le voci potessero essere accreditate e mi sono imbattuta nella pagina della volenterosissima blogger di passionebijoux che, oltremodo spaventata, si è presa addirittura la briga di scrivere alla responsabile del controllo sui concorsi a premio del Ministero di Economia e Sviluppo.

La risposta non mi sembra incoraggiante... ve la riporto:

Premesso che se si parla di pesca essa può essere svolta solo da associazioni senza fini di lucro o ONLUS, comitati, ecc con le modalità ed i limiti di cui agli articoli 13 e 14 del d.P.R. n. 430/2001 di cui i competenti sono i Monopoli di Stato, il Prefetto della provincia ove si svolge la manifestazione o il Sindaco del Comune, quando si organizzano le iniziative da lei descritte, che hanno i caratteri di un concorso a premio, colui che le fa dovrebbe essere iscritto al Registro Imprese perché sui premi dati in palio devono essere pagate le imposte e le manifestazioni a premio, in base all'art. 5 del d.P.R. n. 430/2001, possono essere svolte esclusivamente dalle imprese. In realtà, se però non si acquista nulla per partecipare ed il bene dato in premio ha il valore di mercato non superiore ad euro 1,00, tali iniziative beneficiano dell'esclusione dagli adempimenti di cui al citato d.p.R. n. 430/2001. Qualora invece siano concorsi a premio sottoposti alla disciplina predetta, e il soggetto non è impresa, vi sarà segnalazione alla GdF e all'Agenzia delle Entrate per verificare se tali soggetti svolgono attività di impresa evadendo il fisco. Silvia Petrucci

Da allora nessuno ha scritto più nulla, le acque si sono calmate ed i give away sono ripartiti. E io rimango con un dubbio amletico. Ma si può o non si può?

Quel che è certo è che chiamare impresa un povero blog di un povero writer che cerca solo di emergere è veramente ingiusto, così come non consentire ai suddetti di inventarsi uno straccio di lavoro,  promuovendolo come si può.

Chi di voi ha seguito la storia e ha maggiori ed aggiornate delucidazioni in merito?

domenica 24 marzo 2013

In arrivo una special edition colorata della Never Full, firmata Louis Vuitton


Neverfull colorata Louis Vuitton


Ebbene si ragazze: dal primo di Aprile uscirà una Never full bag (nf) veramente special.

La Nf deve il suo nome alla sua eccezionale capienza. È pensata per coloro che vogliono portare con sé tutto il necessario e anche l'inaspettato. Le caratteristiche cinghie laterali consentono di cambiarne immediatamente la forma rendendo questa borsa adatta per la città, i viaggi o un occasione di lavoro. L'interno, in genere con fodera stampata a righe, evoca lo stile dei leggendari bauli Louis Vuitton. La borsa rimane leggera, versatile e sempre elegante, tutte qualità che contribuiscono a renderla una vera icona.

È la prima volta però che vediamo la vacchetta colorata; Louis Vuitton ha sempre mantenuto un colore neutro per la pelle vacchetta dei manici, dei bordi e delle cinghie laterali, questa volta però ci ha voluto stupire presentandoci questa edizione unica e colorata (e attenzione limitata).

La versione GM (la misura più grande) costerà 1000 euro, circa 400 euro in più rispetto alla classica nf. Mentre dall'1 maggio verrà messa in commercio anche la MM (modello medio) che costerà 925 euro. Non si sa nulla invece della PM (la misura più piccola).

I prezzi in America per la GM sono di 1420 dollari (1100 Euro) e 835 dollari (650 euro) per il portafoglio.

Anche la fodera interna è special: una fantasia floreale (che ricorda gli stili di Van Gogh e Klimt) che richiama i colori della vacchetta.

Ed ecco i colori disponibili. Certo, i colori accesi rendono la borsa meno versatile di quella classica. Voi che ne dite? E quale colore preferite?

Neverfull colorata Louis Vuitton

English version

Yes girls - from the 1st of April the truly special ‘Never full bag’ (nf) will be released.
The Nf owes its name to its exceptional size. It is designed for those who want to carry everything they need and more. The featured side straps allow you to immediately adapt the shape, making this bag suitable for the everyday, holidays or work functions. The interior, usually lined with printed stripes, evokes the style of the legendary Louis Vuitton trunks. The bag is lightweight, versatile and elegant – all qualities that make it a true icon.
This is the first time, however, that we see coloured cowhide being used; Louis Vuitton has always maintained a neutral colour for the cowhide leather handles, edges and side straps, but this time he wanted to surprise us with this unique and colorful edition (and attention limited).
The GM version (the largest size) will cost 1000 euros, about 400 euros more than the classic nf.  From the 1st of May the MM edition (Medium size) will also be placed on the market which will cost 925 euros. Nothing is known, however, about the PM (smallest size).
The prices in America are $1420 for the GM and $835 for the purse.
Even the interior lining is special: a floral pattern (reminiscent of Van Gogh’s and Klimt’s style) that recalls the coloured cowhide.
So these are the colours on offer. Of course, the bright colours make the bag less versatile than the classical one. So what do you think? And which colour do you prefer?

mercoledì 20 marzo 2013

L'invidia "bella" per Chiara Ferragni

Chiara Ferragni è la fashion blogger più famosa d'Italia e portavoce italiana della categoria nel mondo. Nonostante questo, finisce troppo spesso per essere bersagliata da più parti. 
"Tutta invidia"  - direbbe qualcuno - e in finale lo sostengo pure io. Ma senza nessuna accezione negativa. E vi spiego perché.

È inutile negare che Chiara abbia il suo perché anche con un rossetto giallognolo e grandi orecchini anni '80 fuori da ogni trend di stagione...

L'invidia per Chiara Ferragni

... che riesca a far tornare in auge e rendere glamour informi felpe maschili...

L'invidia per Chiara Ferragni

... che rimanga bella e mai sgraziata anche con le maxi orecchie che emulano il modello Louis Vuitton (in questa foto Chiara non poteva ancora permettersi quelle originali e le aveva riprodotte da sola)...
L'invidia per Chiara Ferragni

... e che sia riuscita a far andare di moda anche l'orribile (a parer mio) felpa Kenzo: uno di quei capi di cui dici "non lo comprerei mai" e poi, dopo averlo visto e rivisto, inizi a trovarlo improvvisamente gradevole... 

L'invidia per Chiara Ferragni

Eppure nessuno la trova molto simpatica. Tanti la invidiano (un po' di nascosto), ma TUTTI la seguono. Sbirciano e criticano.

Ma perche così tanto accanimento contro una giovane donna che sta avendo successo?

Forse perché sembra non avere né arte né parte, nel senso che non si capisce bene che lavoro faccia.
Forse perché è stata la capostipite di una categoria di fashionbloggersseguaci che a volte pensano che sia sufficiente avere buon gusto per tentare la sua stessa fortuna.
Forse perché siede in prima fila alle sfilate e le giornaliste stanno dietro.
Ma forse forse e soprattutto perché ha un corpo perfetto, un viso perfetto, un fidanzato perfetto, un guardaroba perfetto e una vita (apparentemente) perfetta?

Chiara rappresenta bene Barbie...

A pensarci bene: quante di noi ci hanno giocato? E quante studiavano il suo viso perfetto, il suo vitino da vespa, il suo chalet di montagna perfetto e, in fondo in fondo, un po' la odiavano perché troppo dissimile dalla nostra realtà?

Io la prendo con filosofia. 

Capisco che non credo abbia mai avuto velleità da giornalista (non vuole quindi rubare il posto a nessuno), semmai da designer (visto che è alla sua seconda collezione di scarpe).

Realizzo quanto sia semplicemente bella e quanto stia facendo fondamentalmente la modella testimonial. Una modella che ci porta con sé mentre viaggia, ama e realizza i sogni di tante.

Probabilmente saremmo state terribilmente invidiose anche di Kate Moss se ci avesse mostrato tutto quello che di pazzesco fa o possiede, o di Angelina Jolie se ci avesse reso partecipi della sua splendida vita con Brad Pitt, mostrato le sue splendide ville e tutto quello che può comprare con il denaro che ha. Ma lei non ha bisogno di farlo.

Chiara invece è diventata famosa grazie a questo. E forse grazie a lei tante sognano e qualcuna ce la fa e si inventa un mestiere.

Chiudo con un ultimo pensiero. Non è sempre disdicevole ammettere di essere "invidiosi" di qualcun altro. L'invidia è un sentimento che può anche spronarci a diventare quello che vorremmo essere. Prendetela così!

Sono curiosa di sentire il vostro parere!

Questo l'abito che ho apprezzato di più quando ancora le sue foto non erano così patinate come oggi. 
L'invidia per Chiara Ferragni


domenica 17 marzo 2013

Sara Tiara e i suoi copricapo made in London: splendide combinazioni.

London last week. Cammino per Portobello Road, decisamente annoiata dopo decine e decine di banchetti tutti uguali. Poi, sulla via del ritorno, vedo lei, mi era sfuggita!

Un'amazzone bionda, alta, magra. Un viso da attrice holliwodiana, con un look Westwoodiano. Una donna speciale, senza ombra di dubbio.


London. Last week. A walk down Portobello Road. Bored out my mind after dozens of identical market stalls. Then, on the way back, I spotted her… I must have missed her! A blonde amazon, tall and thin. The face of a Hollywood actress, with the style of a Westwood. A special woman, without a shadow of a doubt.



Si chiama Sara Colacicco (creatrice del marchio Sara Tiara), è inglese, ma, come è intuibile dal suo cognome, suo padre è italiano ed è per questo che riconosce subito il mio inglese italianizzato e cerca di parlare un timido italiano che dice di non ricordare più.

Decido subito di intervistarla.
Sara lavora nel design e nella moda da tutta la vita. Cresciuta in mezzo al frastuono degli oggetti d'antiquariato di Notting Hill, ha iniziato sulla famosa Portobello Road vendendo abiti d'epoca e cappotti ideati e realizzati da lei.

Dopo diversi anni decide di assecondare e mettere insieme le sue tre grandi passioni: la moda ecologica, i tessuti vintage ed i cappelli eleganti dal sapore squisitamente inglese. È così che inizia a creare headwear (cerchietti e cappelli) unici nel suo genere. 

Avendo accumulato una vasta gamma di materiali d'epoca, insieme a suo marito Pier, crea un atelier in un magazzino in Poole Quay, dove talentuose sarte iniziano a lavorare in squadra per realizzare a mano pezzo dopo pezzo.

La collezione presenta una serie sorprendente di pezzi unici, realizzati con tessuti insoliti e riciclati, tra cui tweed, cashmere, pizzi antichi, piume, gioielli retrò e perline.

I disegni di Sara sono stati creati per tutte le occasioni e tutte le personalità. Non solo matrimoni e Ascot dunque, molti pezzi possono essere indossati tutti i giorni per impreziosire e rendere unico un abbigliamento casual.

"È incredibile come ogni headwear abbia una sua personalità, che sembra trovare la giusta corrispondenza nella personalità di un cliente. Mi piace guardare le persone mentre cercano e trovano il cappello giusto " dice Sara.

Per me è stato decisamente amore a prima vista. Guardate un pò...


Her name is Sara Colacicco (founder of the Sara Tiara label). She is English, but as you can guess from her surname, her father is Italian and it is for this reason that she immediately recognizes my Italianised English. She tries to talk to me in Italian in a shy voice, claiming that she does not remember how to speak it anymore.
I decided immediately to interview her.
Sara has been working in design and fashion all her life. Growing up in the midst of Nottinghill’s antiques, Sara began to sell hand-made and individually designed vintage clothes on the famous Portobello Road.
After several years she decided to follow her dreams and combine her three greatest passions: eco fashion, vintage fabrics and exquisitely English, elegant hats. So just like that, she began to create headwear (hats and hairbands), all individually made.
Having accumulated a wide range of vintage materials, together with her husband Peter, she set up an atelier in a charming old warehouse in Poole Quay where talented and artistic local milliners work as a team to create each piece by hand.
The collection features an amazing series of unique pieces, made with unusual fabrics and recycled materials, including tweed, cashmere, antique lace, feathers, retro jewellery and beads.
Sara’s designs have been created for all kinds of occasions and all types of people. Not only weddings and Ascot headwear then, many pieces can be worn every day to enrich and add a sense of uniqueness to a casual dress.
“It’s amazing how each individually made headpiece has its own personality, which seems to find an appropriate match in the personality of the customer. I love watching people find the right hat”, says Sara.
It was definitely love at first sight for me. Take a look…


Sarà che sono un amante dei cerchietti e dei cappelli, ma questa mi è sembrata una squisita  e originalissima combinazione.

Che ne pensate? Ma soprattutto mi interessa sapere: li indossereste in Italia senza problemi e con la stessa disinvoltura delle inglesi? È la mia sfida personale! ;)

Se non potete fare un salto a Londra, non disperate, da poco è possibile acquistare anche on-line! Questo il suo sito!


Maybe it is because I love headbands and hats, but to me they seemed to be an exquisite and original combination.
What do you think? But most of all I want to know - would you wear them in Italy without any problems and with the same ease as the English? It’s my personal challenge! ;)
If you can’t organize a trip to London, do not despair, you can now purchase them on-line! This is her website

mercoledì 13 marzo 2013

E adesso vi racconto "altre storie"...

Mi trovo spesso a Londra e qualche giorno fa mi sono sentita in dovere (con sommo piacere in realtà) di andare alla nuova apertura di &Other Stories per potervi raccontare, attraverso le foto che ho scattato, quello che la casa madre svedese H&M aveva in serbo per noi!

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Ho parlato di questo nuovo marchio qui.

Londra è stato il terzo punto vendita aperto nel mondo! Seguiranno nuove aperture in altre 4 capitali europee. 
In Italia, ahime, bisognerà arrivare sino a Milano per poter vedere e toccare dal vivo la collezione (potete però comprare nello store on line). 

Dunque, la promessa era quella di offrire migliore qualità e collezioni più glamour a prezzi leggermente superiori. 
Volete sapere che ne penso? Promessa più che mantenuta!

Innanzitutto mi ha piacevolmente colpita l'idea di sfruttare foto di outfit, tanto in ultimamente (grazie anche alle fashion blogger), per valorizzare e rendere più appetibile il capo. 
Accanto a molti articoli, infatti, era possibile vedere la foto di una modella che indossava ed abbinava il singolo indumento ad altri pezzi della collezione, creando un outfit completo.

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I materiali utilizzati per scarpe, borse ed indumenti sono veramente di ottima qualità. Le scarpe e le borse, oltre ad avere un design moderno e accattivante, sono incredibilmente made in Italy e di ottima fattura (pelle davvero morbidissima). 

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Inoltre c'è un fornitissimo angolo beauty che si prende cura della pelle come pochi... guardate le foto!

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Gli arredi e i colori pastello del negozio rispecchiano in pieno lo stile del brand e i prezzi sono veramente accessibili! Inutile dirvi che non sono tornata a casa a mani vuote. Non ho resistito al particolare di questa scarpa, ma soprattutto alla comodità! Spesa: 69 pound (85 euro in Italia).


Trovate tutte gli altri scatti sulla pagina fb. (Diritti delle immagini di mia proprietà e riservate)

Allora, che dite? Vi piace questo nuovo brand?

giovedì 7 marzo 2013

Chanel 2.55 tra mito e storia. Ma quanto costa??


Quanto costa la Chanel 2.55

"The best things in life are free. The second best are very expensive!". Così recitava Coco Chanel e le crediamo visti i prezzi delle sue borse! 

Ma ne vale la pena? La risposta la lascio a voi. Prima di rispondere però, leggete pure.

L'intramontabile Chanel 2.55 è senza dubbio la borsa più desiderata in assoluto ed io mi sono domandata quale storia ci fosse dietro l'iconica borsa, ma soprattutto quanto potesse costare visto che sento spesso parlare addirittura di liste di attesa per averla.

Allora partiamo dalla sua storia . Molte di voi già sapranno che la 2.55 deve il suo nome alla sua data di nascita: è stata infatti prodotta per la prima volta nel febbraio del 1955. 


Fu creata da Coco Chanel dopo averla pensata e ripensata per ben 25 anni. Mademoiselle intendeva creare una borsa che lasciasse finalmente le mani libere, ma che fosse allo stesso tempo capiente, elegante e raffinata. Il compito era arduo, ma è stato indubbiamente portato a termine con maestria unica.

Realizzata inizialmente in jersey (lo stesso tessuto dei suoi tailleurs), solo successivamente in pelle di vitello o agnello (più morbida, ma leggermente più costosa), con un ricercato effetto matelassè (impunture a rombi).
La comoda tracolla prevedeva esclusivamente una catena dorata, ispirata niente meno che alle catene dei portachiavi che utilizzavano i custodi dell'orfanotrofio in cui Coco era cresciuta, mentre la chiusura era di forma semplice e rettangolare (mademoiselle lock).

Per la catena intrecciata con la pelle e le doppie "C" sulla chiusura (double C lock), il merito va dato a Karl Lagerfeld che seppe rilanciarla ormai 40 anni fa. 

La versione di Lagerfeld in realtà viene rinominata 2.55 classic flap, conosciuta anche come 2.88. Nel 2005, per festeggiare i 50 anni della borsa, Lagerfeld l'ha riproposta sul mercato con il nome di 2.55 Reissue (riedizione).

Ora, il prezzo di questa borsa non è molto accessibile, oserei dire quasi proibitivo, ma spesso viene desiderata ardentemente anche per questo, perché è come possedere un gioiello prezioso che non si svaluta nel tempo, anzi! Purtroppo o per fortuna, due volte l'anno l'azienda ritocca il prezzo per fare in modo che la borsa non si svaluti mai (parliamo di 300 euro ogni volta!!!!). 

Negli store ufficiali di Chanel, i modelli nuovi, cuciti rigorosamente a mano uno per uno, arrivano mensilmente direttamente da Parigi (perciò diffidate dalle spedizioni da Hong Kong). Ogni esemplare ha un numero di serie e card di autenticità allegata (i due numeri devono coincidere). 

Ed ecco finalmente gli ultimi prezzi aggiornati al 07/04/15. 

La mini (10x17) costa 1.650 euro (ma non la producono quasi più). 
La piccola (14,5x23,5) costa 3.150.

Quanto costa la Chanel 2.55

La media (16x25) costa 3.300 euro, mentre la grande (20x30) è arrivata a costare 3.650 euro (pensate che solo due anni fa costava 1.800 euro).

Quanto costa la Chanel 2.55

La Jumbo (23x24cm) costa invece 3.950 euro. Infine esiste anche una quinta misura (la Jumbo XL) che viene però prodotta solo su ordinazione, in genere da parte di qualche celebrities (prezzo non pervenuto dunque!). 

Una curiosità dell'estate 2013, anticipata nella scorsa Fashion Week parigina : la hola hoop bag (costa ben 45.000 dollari, ma è stato creato anche il modello mini, disponibile in rosso o in blu a 2.400 dollari).

Quanto costa la Chanel 2.55. Hola hoop bag
Quanto costa la Chanel 2.55. Hola hoop bag
Altre borse della collezione estiva da segnalare. 




Invece per la prossima stagione A/I, Chanel proprio due giorni fa ha presentato le sue nuove proposte. Per voi i dettagli di alcuni accessori. Le catenelle la fanno da protagonista (borse e stivali), insieme a piccoli mappamondo gioiello e alla riproposta delle LEGO (vedi la prima foto).








Foto: Getty Images
                                 
Allora, ne vale la pena??

Per sapere quanto costano le iconiche borse Louis Vuitton ecco il post!
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