giovedì 26 settembre 2013

Quanto costa una borsa Louis Vuitton? Il vero valore di una Neverfull LV

Quando entri da Louis Vuitton, entri in un mondo ideale. Tutti sono oltremodo gentili: "Preferisce champagne? Caffè? Le porto anche dell'acqua... Siamo qui per esaudire tutti i suoi desideri".

Louis Vuitton Roma


Louis Vuitton Roma

Louis Vuitton Roma

Non farebbe male a nessuno adottare questa strana politica della gentilezza. Penso che a volte mi ritrovo a dover ringraziare un commesso particolarmente gentile e capisco che lo faccio perché non lo do per scontato, perché troppe volte incontro commessi svogliati e poco attenti.

E allora ben venga Louis Vuitton.

Ad ogni modo non sono entrata per comprare, ma per accompagnare un'amica che ha scoperto di poter usufruire del servizio di personalizzazione dei propri acquisti (potete farlo tutti).

Louis Vuitton personalizzata

Louis Vuitton personalizzata

Louis Vuitton personalizzata

No, io non ho mai comprato una Neverfull o una Speedy Louis Vuitton. Però mi piace guardarle, mi fermo a pensare a quanto incredibile valore commerciale abbia un accessorio del genere rispetto al suo costo reale e ammetto di averla desiderata anche io.
Inutile nasconderlo... rappresenta uno status symbol, che poi sia la Neverfull di LV, la 2.55 di Chanel o la Kelly di Hermes.... il senso é sempre lo stesso: io sono (anche) quello che indosso. 

É un bene di lusso, pertanto desiderabile. E allora chi può (e anche chi non può) arriva a comprarla felice. Spesso mi fermo a pensare come questo genere di acquisti soddisfino più quelli che faticano a farlo piuttosto che chi ne può comprare centinaia, perché quella borsa sarà solo una delle tante. Invece se hai faticato ad acquistare quel "valore", quella borsa verrà conservata con cura e sfoggiata con fierezza. Frutto delle proprie fatiche. Come la moto per un uomo (giusto se mi stesse leggendo un uomo che fatica a capire la propria donna quando compie queste follie).

Ma allora: quanto costano le borse evergreen Louis Vuitton?

La Nerverfull (tre misure: pm, mm gm) va dai 630€ per quella piú piccola ai 690€ per quella grande.

Prezzi Neverfull Louis Vuitton

Il Bauletto (Speedy) ha quattro misure. Il più piccolo costa 600€ e il più grande 645 euro.

Prezzi bauletto Speedy Louis Vuitton


Fortunatamente (si fa per dire) le borse più iconiche sono anche le più economiche perché gran parte sono realizzate in tela (e non in pelle). Per pezzi più ricercati, i prezzi delle borse salgono, ma... è anche bello guardare...!

Quanto costa la Louis Vuitton?

Scarpe Louis Vuitton

Ballerine in pelle nera Louis Vuitton


Se avete altre curiosità, un'altra capatina in Via Condotti... sono sempre pronta a farla! 


venerdì 20 settembre 2013

Milano Fashion Week giorno 2: esperimenti e ballerine da (fashion) blogger

Il secondo giorno è andato anche se a me sembra già il quinto, vista la quantità di cose viste. Ma tant’è.

Per quanto tu possa desiderare il dono dell’ubiquità non riesci mai a seguire tutto, neanche con i super shuttle messi a disposizione dalla Camera Nazionale della Moda. Ci sono le sfilate, ma ci sono una serie infinita di eventi collaterali che devi raggiungere per conto tuo e con mezzi di fortuna (i piedi. Doloranti). Praticamente impossibile. 
Milano è più bella e calda di quanto potessi mai aspettarmi, ma il traffico rimane terribile.

Milano a Settembre
Ad ogni modo lo ammetto, oggi ho fatto un esperimento e ho curato particolarmente il mio look, come le "vere" fashion blogger. Volevo vedere com’era, volevo mettermi nei loro panni e raccontarvelo. 

Cosa è successo? Mi sono sentita un po’ una piccola star, un po' una potenziale influencer (ma è un altro lavoro ancora...che stanca e che probabilmente non fa per me. Ammiro chi riesce a scrivere e apparire e fare entrambe le cose con la stessa qualità). 

Ad ogni modo, ho recuperato un abito che non avevo mai avuto modo di indossare (ora capisco a cosa era destinato), la borsa della mia amica Marina, le scarpe di Melissa "con la palla"… e sono partita per la mia giornata. Effettivamente…ha funzionato. Tu camminavi e i fotografi scattavano mentre il vento ti scompigliava i capelli (perché mica ti fermavi…continuavi a camminare con nonchalance). Poi c’era chi ti chiedeva di fermarti. E allora accennavi una posa da scema star.

(I fotografi fuori le sfilate devono scattare, scovare look originali, così come ha fatto per primo il famoso Scott Schuman nel suo blog The Sartorialist. Grazie al suo blog, aperto nel 2005, è riuscito a scrivere un pezzo di storia della moda fotografando i look di strada più cool, il cosiddetto  street style. Il suo blog da anni detta la moda e fa tendenza in tutto il mondo. Fashionisti e designer traggono ispirazione dalle sue foto).

Milano Fashion Week. Da sinistra Lisa Dalla via, Nunzia Cillo, Ida Galati

Poi vai al pranzo di Lardini e il tuo vestito, mentre rubi due gamberoni in più perché hai troppa fame, diventa il passepartout grazie al quale intrattieni una nuova conversazione e conosci un simpatico gruppo di giornaliste. "Ma che bello, ma quanto lo avrai pagato? Ma viene dall’estero (veramente Roma e non supera i 100 euro), e quella borsa… e le scarpe sono di Melissa vero? Fantastica…".


Lo stile di Lardini
E allora ero contenta di poter parlare di Marina e delle sue borse, del vestito di un’artigiana (Zenobia) e non di una grande griffe e insomma: curare il look in un certo modo sembra proprio pagare.
Paga soprattutto se riesci ad evitare di acquistare delle cose appositamente per l’occasione, paga se semplicemente recuperi dall’armadio i tuoi capi preferiti, li mixi ad arte e li sfoggi per l’occasione (più occasione di così!!).

Dovevo forse parlarvi delle sfilate
Lo farò nei prossimi giorni, soprattutto in altri luoghi (il blog ufficiale di Fashion District). Intanto vi dico che tornano le scarpe a punte (rassegniamoci), la vita alta impererà, tanti colori pastello (evviva) e tanto (ahimè) animalier.

Krizia Estate 2014

Prima di tornare a casa sono passata in farmacia e lì sono risuscitata: ballerine tascabili e via…


mercoledì 18 settembre 2013

Ma alla Fashion week ci si diverte?

Milano Fashion Week. La prima giornata è andata.

Io ho deciso e vi racconto il bello e il brutto, perché credo di dovere essere onesta con chi mi legge, evitando di edulcorare troppo.

Mangi e dormi poco, hai mal di schiena e mal di piedi, corri da una parte all'altra della città (senza riuscire ad essere in tutti i posti dove dovresti o vorresti essere), rimani sveglia la notte per riordinare le idee, scrivere e selezionare le foto. Ti confronti con quelli che contano, quelli che hanno più contatti di te, quelli che entrano dappertutto, quelli che ti guardano dall'alto al basso, quelli che ti dicono che dovresti iniziare a fotografarti e fare la fashion blogger "vera", perché sarebbe meglio.

Vi ho scoraggiato?

Aspettate, lascio le cose belle per ultimo.

Respiri arte, sogni ad occhi aperti, tocchi e guardi capi che non sono solo capi, ma sono vere e proprie opere d'arte, frutto di estro, notti insonni, speranze e desideri.
E poi intervisti i talenti del futuro, entri nel loro mondo, ti ci perdi. Sogni con loro. È la cosa che preferisco in assoluto fare. Ascoltare storie e raccontarle trasformandole in favole (anche se lo sono veramente a volte).

E allora prendi parte alla sfilata animalogica di Angelo Marani, Gucci no (perché spiacenti, non sei sufficientemente importante). Da Gucci stai fuori, perché sono tutti lí. Ci si Rincontra, si scattano foto, si cercano i fotografi fino allo sfinimento. 

Street style from Gucci

Poi mangi, oggi si. E mangi bene. Un meraviglioso brunch offerto dalla Camera della moda. E poi la presentazione della capsule collection di Alberto Zambelli. Linee geometriche che si dissolvono in tessuti come il PVC liquido lavorati con organza o cellophane stampati a caldo. Colori e fattezze fredde che nascondono inaspettatamente cachemire al loro interno. E le modelle? Bambole. Guardate..

Alberto Zambelli capsule collection

Corri al Palazzo Isimbardi (senza sentire più la pianta del piede) e lì ti innamori. Di un giovane talento e delle sue scarpe scultura.

Vs2R di Vincenzo Somarelli&C

Poi la sfilata di Fatima Val, promossa a pieni voti.

Fatima Val

E infine un'intervista a Mauro Gasperi: uno stilista premiato dalla Camera della Moda nel 2008 e da allora astro più che nascente. É stata un occasione per entrambi di prendere fiato, sederci in un comodo divano bianco e dare via libera ai racconti. Lo aspetto a Roma, vuole venire a mangiare i bucatini con me.

Ho chiuso in bellezza, ho chiuso ascoltando la storia di un ragazzo che parte dal niente e ce la fa.
Ve la racconterò presto, ma merita un post tutto suo.

Mauro Gasperi

Ho perso tante altre cose. Ho fatto delle scelte o il caso ha scelto per me. Domani è un altro giorno.

Intanto, sto scalza.

Una fashion blogger romana a Milano si racconta

Le persone che mi conoscono poco mi fanno le stesse domande ultimamente. Ho pensato allora di condensare le domande più frequenti mettendo per iscritto una conversazione virtuale. Così mi racconto a voi. Per condividere con chi mi legge (grazie davvero!), con chi è curioso, con chi pensa che non lavori, con chi non capisce dove diavolo sto andando a parare... ecco... questo articolo è per tutti voi.

Ida, due valigie (e mezzo) in treno per Milano, come se dovessi stare via un mese... Dove sei diretta precisamente?

Anche io alla Fashion Week. Pensierosa, riflessiva, esagerata (per via dei bagagli), un po' in ansia, ma felice e pronta a fare il mio lavoro nei migliore dei modi.

E qual'é il tuo lavoro?

Parlare, raccontare attraverso parole e immagini. 

Per chi lo farai?

Per il mio blog, per un settimanale nazionale (édonna), per un blog magazine (popfactory.it) e, conquista più importante e recentissima, per il nuovo blog di Fashion District.

Sei tornata in Italia da Londra a Marzo. Eri senza lavoro e tutti ti dicevano di non tornare in Italia perché la crisi era nera e il lavoro scomparso... cosa hai deciso di fare?

A Londra mi sono scoperta un'esploratrice entusiasta. Ero fondamentalmente sola e la scrittura e la condivisione virtuale erano vita. Gioia pura.
Tornata in Italia non ho fatto altro che continuare a portare avanti una passione, intravedendo la possibilità che potesse diventare un lavoro vero e proprio. Così ho aperto il mio blog.
A distanza di 6 mesi di investimento, posso dire che crederci ha pagato. E oggi sono qui perché anche qualcun'altro vuole che io racconti.

Quindi basta aprire un blog per trovare lavoro?

No, i blogger sono tantissimi, ma se li confronti con il numero di giornalisti ti rendi contro che il nostro mercato non é ancora così saturo. Non é saturo, ma é pieno. Quindi devi avere passione, idee nuove, devi essere costante, devi scrivere e parlare con tutti, devi rimanere social anche dopo cena, anche il weekend. Devi imparare a scrivere per il web, conoscere il SEO, leggere tantissimo e rimanere sempre al passo con i continui cambiamenti del web.
Non é una passeggiata. Neanche per chi fa outfit lo é, ve lo assicuro (parlo delle blogger che fotografano e condividono il loro look giornaliero).
Io, che non amo essere impreparata, sto anche frequentando un master in comunicazione e giornalismo di moda e a Londra ho studiato al London college of Fashion i social media nella moda.

Insomma tutto questo ha poco del gioco pare proprio di capire...

Esatto, ed é proprio questo il titolo dell'articolo del Messaggero che cita anche il mio blog: il "gioco" delle blogger sta uscendo dalla rete.

Messaggero: Fashion blogger, il gioco esce dalla rete

Un consiglio per chi vuole iniziare.

Ho scritto qualche articolo in merito, qui e qui, ma invito tutti a scrivermi. Io rimango a disposizione, sempre.




lunedì 16 settembre 2013

Avril Lavigne: il rock va di moda

Anche se i colori e i tratti del suo viso ricordano quelli di un angelo, Avril Lavigne é una rocker nata. Fuori dagli schemi, ribelle, incurante dei dettami della società, l'artista canadese non si é mai omologata e forse é stata proprio questa la sua fortuna. 

Avril Lavigne: il trend è rock!

Nel suo ultimo album, il quinto in uscita in Italia il 24 settembre, canta l'importanza di sentirsi libera di esprimersi, di sentirsi amati e riconosciuti proprio per questo. «Rock N Roll é una canzone sul desiderio di indipendenza, ovvero sul rifiuto di omologarsi - spiega la cantante a Vanity Fair- in questo senso rispecchia quello che sono. É sicuramente vero che avere una persona vicina che ti capisce e ti sostiene in tutto quello che fai é un grande aiuto». 

L'abito che ha scelto di indossare per il suo matrimonio con il cantante dei Nickelback, Chad Kroeger, sembra raccontare proprio questo. Avril Lavigne infatti, novella sposina, contrariamente all'abito bianco da principessa scelto per le prime nozze, questa volta é sembrata completamente in ascolto di sé, optando per un abito da sposa gotico total black. Un fascio di rose nere anche per il bouquet.

Avril Lavigne sposa per la seconda volta, ma in nero


Desiderio di trasgredire o libertà piena di espressione? 

Una cosa é certa: mostrare la sua personalità senza indugi le ha portato bene. Oggi le sue Converse, le borchie, la scelta del nero sugli occhi e negli abiti, le gonne plissé tartan indossate in tempi non sospetti, pagano. La cantante detta tendenza come mai prima. Tornano il rock, il preppy e fiumi di tartan (motivo scozzese). 

Il trend ribelle di Avril Lavigne va di moda

Buone notizie dunque per chi pensava fosse già arrivato il momento di archiviare gli stivaletti rock protagonisti della stagione passata. Le borchie gioiello continueranno ad essere di tendenza e a impreziosire borse, bustier, chiodi e pantaloni. 
Via libera anche alle frange nelle borse e alla pelle nera. Questo uno dei trend della stagione autunno inverno 2013-2014. Quest'anno però la parola d'ordine sarà glam rock. Sì al total black mantenendo  però estrema femminilità. 

Aspettiamo di vedere i capi proposti dal marchio che Avril stessa ha creato nel 2008, Abbey Dawn

Quest'anno la cattiva ragazza potrebbe essere proprio quella che ci darà il "buon" esempio!!


domenica 15 settembre 2013

Eleonora Mantini e Renato Balestra insieme fra diamanti e orchidee

Il blog, a volte, ti porta in luoghi inaspettati.
Così, una tiepida sera di fine estate, ti catapulta nel regno di Renato Balestra per assistere ad un evento esclusivo fra orchidee e diamanti.
Duecentocinquanta gli invitati nel suo atelier per la presentazione della collezione di gioielli della designer Eleonora Mantini che, nel 2000, fonda il suo marchio per l’ideazione e la produzione di gioielli di design in oro e pietre preziose.  

I gioielli di Eleonora Mantini da Renato Balestra

I gioielli erano dappertutto, persino all'interno dei flute di champagne. Uno dei 250 calici conteneva, infatti, un brillante da un carato. A conquistarlo un solo fortunato ospite, annunciato da un paziente orafo che ha esaminato il contenuto di ogni bicchiere (il ricavato in beneficienza all'ospedale Bambin Gesù).

Diamanti e champagne
Anche io ho portato via con me un gioiello (no, non sono stata io a trovare quello vero): il nuovo profumo di Renato Balestra.

I diamanti di Eleonora Mantini e Renato Balestra 

Le modelle indossavano gli splendidi abiti della sua ultima collezione, presentata in occasione di AltaRoma 2013 e impreziositi (se ancora si poteva far meglio) da creazioni di arte orafa.

La collezione di Renato Balestra  - AltaRoma Luglio 2013

L'atelier di Renato Balestra
La designer Eleonora Mantini non realizza gioielli in serie. Sceglie con profondo amore le pietre e crea ogni gioiello espressamente per la persona che lo commissiona. Perche il diamante é per sempre e allora che sia anche esclusivo. 
Un'acquisto importante senz'altro, ma come spiega Eleonora Mantini, "proprio in un periodo di crisi come questo, il diamante è un investimento non soggetto a svalutazione. E oggi più che mai c'é bisogno di incentivare l’artigianalità italiana legata al design e alla moda, donandogli vetrine importanti e iniezioni di fiducia”.

La madrina mi ha lasciato senza fiato: Nicoletta Romanoff, attrice dall'incedere elegante e dalla grazia innata. Lascio che a parlare siano le immagini..

Nicoletta Romanoff madrina della serata

Da sinistra Nicoletta Romanoff, Renato Balestra, Eleonora Mantini



giovedì 12 settembre 2013

Abiti da sposa per donne con le curve: quello perfetto esiste!

Lo so che appena scopriamo che il nostro lui finalmente ha capito (o spera) che sposandoci non si rovinerà la vita, ma la migliorerà e quindi ci fa la fatidica domanda... uno dei pensieri che spesso diventa prepotente è : DEVO DIMAGRIRE!! 

Va bene, male non ci farà... lo fanno tutte. Ma io voglio dedicare questo post a chi sta bene nel proprio corpo e vuole continuare ad essere quella che è sempre stata, anche quel giorno.

Quindi mi rivolgo a voi meravigliose future spose curvy. Ecco cosa preferire e cosa evitare:

Tessuti: dicono sia meglio evitare quelli lucidi, il pizzo pesante e le pietre decorative molto grosse. Io dico che dipende sempre dal taglio del modello e dalle vostre forme (come potete vedere dalle foto che ho selezionato per voi). Se volete andare sul sicuro, scegliete dei tessuti che vi sostengano e vi modellano. Se amate lo chiffon o il tulle sarà perfetto come tessuto sovrapposto.

Forme: si ai corsetti che garantiscono tenuta e sollevano il seno. Si alle gonne o agli abiti a campana (evitate quelli troppo ampi). Perfetto lo stile impero che segna appena sotto il seno. Se siete proporzionate e avete solo qualche chilo in più, vanno benissimo anche gli abiti da sposa a sirena e gli abiti drappeggiati asimmetrici che creano un bellissimo punto vita. 

Guardate quanto sono meravigliose queste donne curvy nei loro abiti...

Abiti da sposa curvy su http://www.needress.com/


Abiti da sposa Curvy: David's Bridal su http://www.davidsbridal.com/

Abiti da sposa per donne in carne: IGIGI by Yuliya Raquel

Abiti da sposa curvy drappeggiato asimmetrico: su http://www.allurebridals.com/
Abiti da sposa per donne con le curve: IGIGI by Yuliya Raquel

Abiti da sposa Curvy: stile impero IGIGI by Yuliya Raquel


Abiti da sposa curvy: IGIGI by Yuliya Raquel


Abiti da sposa curvy: a sirena 
Abiti da sposa curvy: drappeggiato su http://www.okmi.it/
Abiti da sposa curvy: stile impero IGIGI by Yuliya Raquel
Infine per...
Gli accessori: velo classico, non troppo lungo per non appesantire (e coprire le braccia se o desiderate) e capelli raccolti morbidi o semiraccolti.

Le scarpe: anche se si vedono poco l'unico consiglio che vi do è quello di evitare il cinturino alla caviglia che taglia la gamba.

Et voilà! Perfettamente valorizzate!

lunedì 9 settembre 2013

Borse 2014: quelle speciali sono di Marina Santaniello

Questo articolo parla di borse, ma è anche molto di più. È dedicato a tutti coloro che credono di aver sbagliato strada nella loro vita e che ancora magari non hanno compreso che tutto ha un senso.

Che sia d'ispirazione, che illumini il vostro cammino, che vi strappi un sorriso e vi dia la spinta necessaria a non smettere di cercare la propria strada. Perché non è mai troppo tardi.

Signori, vi presento Marina Santaniello. Una nonna che, dopo la pensione, si è iscritta all'Accademia delle Belle Arti e adesso, con le sue borse dipinte a mano, è richiesta a Milano e a New York. Ve la racconto dopo essere entrata nel suo studio, pieno di colori e di vita, proprio come lei.

Una borsa sta per cambiare "pelle"

Lo studio di Marina Santaniello

Vedi questa tela? Devi sapere....

"Vedi questa tela? Devi sapere che prima di iniziare, devi dipingere il fondo. Me lo ha insegnato un'artista coreana che ho ospitato per 6 mesi nel mio studio e nella mia casa. Dipingeva con me. 
Si ritagliava un angolo minuscolo della stanza, tutto era in perfetto ordine ai suoi piedi. Si sedeva con le gambe incrociate, in silenzio e con una lentezza, tanto disarmante quanto affascinante, dava la prima mano di pittura e poi la seconda. Mi sembrava un'eternità. Invece lei meditava e io ho imparato a farlo grazie a lei. Questa prima fase oggi rappresenta la parte più bella del mio lavoro. Diventi il pennello, il prolungamento di un'opera che sta per essere compiuta. La tua mente si libera completamente. 
È così che ho scoperto che quando riesci ad annullare i tuoi pensieri, si crea un vuoto che vuoto non è. Scopri qualcosa che non sapevi di avere dentro e meravigliosamente crei, perché non hai più barriere. Sei vuoto e pieno allo stesso tempo.

I: Riesci spesso ad annullare completamente i pensieri? Io ci provo, ma lo trovo il più delle volte impossibile… 

M: È faticoso, quasi doloroso, ma tutte le cose veramente belle arrivano solo dopo sacrifici e sudore...

I: È così che descriveresti il tuo percorso? Dopo tutto eri una biologa, che ha deciso di sconvolgere la propria vita intraprendendo un percorso di studi lunghissimo a un passo dalla pensione...

M: Direi di no, mi ritengo fortunata… oggi sono chi volevo essere, anche se non avrei mai immaginato di essere una nonna che sta per mostrare al mondo le proprie borse (Marina è in partenza: sarà a Milano dopo essere stata notata a un evento organizzato da lei di cui avevo parlato qui).
Ero una giovane biologa, con la passione per l'arte sopita e messa da parte a causa di un padre che aveva altri progetti per me. Lavoravo al microscopio nel reparto di istologia e questo mi affascinava… in fondo era un modo come un altro per arrivare all'essenza delle cose… ed è quello che amo fare… odio le apparenze. 
Poi ho abbandonato quella carriera perché volevo avere più tempo da dedicare al progetto famiglia. Così ho iniziato a insegnare scienze in un liceo. Il mio estro, però, faceva sempre capolino: quei poveri ragazzi li facevo anche recitare! 
Nel 1998 vado in pensione. Qualche anno prima, però, decido di iscrivermi a una scuola serale e frequento per 4 anni un corso di figurino e modellistica. Conosco lo stilista Jamal Taslaq durante un tirocinio e parto con lui per sei mesi per Abu Dhabi! Ero in pensione e mi aveva offerto l'opportunità di coordinare le ricamatrici… che esperienza (e che santo mio marito ad avermi "concesso" questo lungo viaggio!).

I: E poi? Tornata a Roma?

M: Non sapevo cosa fare, ma di lì a poco ho capito che era tempo di riprendere il mio primo amore: la pittura. Così, alla mia veneranda età, mi iscrivo all'Accademia delle Belle Arti e la mia visione del mondo cambia. Imparo a dipingere, ma imparo anche a cogliere l'attimo, ad abbandonare i programmi, a godermi la vita, a seguire il mio istinto e a dipingere la vita. I giovani artisti mi avevano aiutata!
Come diceva Magritte, "la pittura è una magia"; l'artista si dipinge il mondo come vuole e io faccio lo stesso: lo dipingo come lo vedo, come lo desidero. Solo che lo dipingo sulle borse!

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La storia di Marina è così affascinante che starei qui a raccontarvi tanti altri aneddoti che mi hanno fatto sorridere, che mi hanno dato tanta carica e mi hanno catapultato in un mondo di avventure come se stessi seguendo un film! Che regalo averla incontrata sulla mia strada!

Oggi Marina è un'artista a tutto tondo: recupera borse dimenticate, abbandonate negli armadi, svendute nei mercatini. Diventano sue e cambiano pelle. Marina le dipinge. Ogni borsa ha un nome e una storia che dà voce a pensieri, a simboli e lancia messaggi.
Sono pezzi unici che potrete ammirare a Milano durante la Fashion Week milanese (dal 18 al 23 settembre 2013).

Next Stop: New York.


Le borse di Marina Santaniello: rosso, bianco e nero


Le borse dipinte a mano di Marina Santaniello


Per vedere le immagini in tutta la loro bellezza (e grandezza), potete andare su http://www.marinasantaniello.it/.
Avete già la vostra preferita?


venerdì 6 settembre 2013

Come vestirsi per un colloquio di lavoro: per non sbagliare un (e fare) colpo!

Tornati dalle vacanze, uno dei propositi settembrini è sicuramente quello di dare una svolta alla propria vita, impegnandosi a più non posso per ottenere il tanto agognato lavoro dei sogni.

Allora, visto che in una delle mie precedenti vite lavoravo per un centro di orientamento al lavoro, qualche consiglio sostanzioso sento di potervelo dare anche io (prima di passare a quello chicchettoso). Ecco cosa fare per trovare lavoro (e proporsi bene):

  • Non stancatevi di mandare CV e compilare form sui siti aziendali: chi la dura la vince!
  • Adattate sempre i vostri curriculum alle richieste.
  • Riassumete le vostre capacità e attitudini in un'accattivante lettera di presentazione.
  • Telefonate, bussate alle porte: a volte evitare di rimanere virtuali paga.
  • Siate creativi e intraprendenti...magari come lei! Una ragazza che dopo 7 mesi di disoccupazione riceve la proposta di fare un mese di prova presso un'agenzia pubblicitaria. Così decide di aprire un blog per raccontare questi 30 giorni di prova, darsi forza, incoraggiare i lettori nella sua stessa situazione e dimostrare quanto vale. Obiettivo ultimo: essere assunta!

Mi hanno chiamata!!

Finalmente qualcuno vi ha chiamato per un colloquio? Bene, allora passiamo alla fase due: come fare un'ottima impressione anche grazie al vostro look.

Dovrete essere curate, formali e trasmettere sicurezza e professionalità. Ricordatevi che a chi vi sta di fronte basteranno 20 secondi per formarsi una prima impressione!

Allora sappiate che i colori business sono: (si lo so, sono tristi) il blu, il grigio e il nero (se vi proponete per un azienda che abbia a che fare con il settore della moda).

Tubini rigorosi (ma io ho selezionato per voi qualcosa che avesse un tocco un po' particolare), completi classici e coordinati (daremo l'idea di essere delle persone precise) e gonne al ginocchio. Evitate assolutamente le scollature o le trasparenze (devono guardarvi negli occhi!).
Ecco alcuni spunti:

Come vestirsi per un colloquio di lavoro: gli abiti

1. ROLAND MOURET Dress visto su NET-A-PORTER.COM 
2. JASON WU Tweed dress visto su NET-A-PORTER.COM 
3. DONNA KARAN Dress visto su NET-A-PORTER.COM 
4. DOLCE & GABBANA Tweed dress visto su MYTHERESA.COM 
5. ANTONIO BERARDI Dress visto su NET-A-PORTER.COM 
6. VICTORIA BECKHAM Wool and silk dress su MYTHERESA.COM 

Come vestirsi per un colloquio di lavoro: i completi

1. STELLA MCCARTNEY Tweed pencil skirt visto su MYTHERESA.COM  
2. STELLA MCCARTNEY Blazer in tweed visto su MYTHERESA.COM 
3. DRIES VAN NOTEN Wool skirt visto su MYTHERESA.COM 
4. TORY BURCH Tweed jacket visto su MYTHERESA.COM 
5. STELLA MCCARTNEY Tweed pants visto su MYTHERESA.COM 
6. ALICE + OLIVIA Tweed jacket visto su MYTHERESA.COM 
7. ACNE STUDIOS Blue jacket visto su MYTHERESA.COM 
8. VICTORIA BECKHAM Wool and silk skirt visto su MYTHERESA.COM


Per quanto riguarda gli accessori: prediligete le scarpe con il tacco un po' largo e rivestito (così eviterete di fare rumore mentre seguite quello che potrebbe essere il vostro futuro capo). No ai tacchi a spillo. Sì alle borse grandi e capienti (ma non riempitele troppo) dai colori sobri. Sì anche a cinture sottili, foulard e a una bella cartella porta documenti da cui estrarre il vostro CV (very professional!!).
Evitate i gioielli vistosi, l'eccesso di profumo (vietato lasciare la scia) e le caramelle in bocca.

Come vestirsi per un colloquio di lavoro: gli accessori

1. TOD'S pumps visto su MYTHERESA.COM  
2. MULBERRY Leather pumps visto su net-a-porter.COM 
3. CHLOE’ pumps visto su net-a-porter.COM 
4. CHLOE’ pumps visto su MYTHERESA.COM 
5. MULBERRY bAg visto su MYTHERESA.COM 
6. SAINT LAURENT bag visto su MYTHERESA.COM 
7. FENDI bag visto su MYTHERESA.COM 
8. STELLA MCCARTNEY shoulder bag visto su net-a-porter.COM 
9. SALVATORE FERRAGAMO bag visto su MYTHERESA.COM 
10. ALEXANDER WANG shoulder bag visto su net-a-porter.COM 1
11. SAINT LAURENT chiffon collier visto su MYTHERESA.COM

Infine puntate su un trucco naturale e capelli semiraccolti o raccolti.

Vi hanno assunta?? Lavorate già in ufficio?? Allora potrete anche permettervi, rimanendo sobrie, di dare delle pennellate di colore al vostro look. TuStyle ha selezionato una serie di capi che potete sfoggiare proprio questo mese. Conviene dare un'occhiata!

Non mi resta che augurarvi un grossissimo in bocca al lupo! Sono sempre a disposizione per darvi altri consigli. Questi come li trovate? Avete perplessità? Suggerimenti?



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