mercoledì 4 marzo 2015

Fashion blogger in protesta contro alcuni giornalisti: "venite nel futuro con noi"

4/03/15 - Un'altra fashion week nostrana è terminata e un altro articolo di insulto contro blogger, apparentemente senza arte né parte, viene subito sfornato.

La stagione precedente un magazine ci aveva provato con un video - divenuto virale - in cui si cercava di dimostrare quanto il "popolino della moda" fosse ignorante, fashion blogger in prima fila stavolta. In questi giorni si tenta con un argomento leggermente diverso: "le blogger fanno show nello show, ma non entrano nelle sfilate".

Allora voglio scrivere qualcosa a chi scrive di "noi", nella speranza che si smetta di fare di tutte l'erba un fascio e dedichi un po' più di tempo ad approfondire il fenomeno. Sono sicura che qualche giornalista, alla fine di questa lettura, potrebbe consigliare ai propri figli di aprire la mente (e un blog), così come mi consigliarono fior fior di docenti giornalisti al London College of Fashion durante un corso di Fashion Journalism.

Io lo dico sempre ai miei studenti (sì, perché insegno web editing e blogging, e sì, esiste anche questa nuova materia): ho frequentato grandi scuole di giornalismo all'estero e in Italia e la differenza che mi è saltata subito all'occhio era stata proprio il fatto che il primo consiglio in terra straniera fosse stato quello di aprire immediatamente un blog, mentre in Italia si sperava non ci fossero fashion blogger nei paraggi. 
Ed ecco che ho capito che in Italia ancora non ci siamo, ma ci siamo quasi. Ed ecco perché curo con attenzione questo spazio così prezioso, capace di dare nuova linfa vitale a moltissimi giovani che altra speranza non hanno se non quella di fuggire via dal proprio paese in cerca di migliore fortuna.

Innanzitutto facciamo una grande distinzione. Esistono:
  • Fashion blogger che amano fotografare i propri look giornalieri (in gergo OOTD: Outfit of the day) e si limitano a raccontare cosa indossano, motivandone la scelta e ispirando molti giovani in cerca di idee e consigli.
  • Fashion blogger che amano scrivere, che hanno studiato scienze del costume e della moda, giornalismo di moda, architettura o che semplicemente hanno una passione sconfinata per il settore tale per cui possono vantare una cultura invidiabile. Ecco, loro sognano di diventare giornalisti o, comunque, di scrivere per grandi testate e scrivono sul proprio blog con cognizione di causa, ma con un gergo adatto a tutti, anche ai non addetti ai lavori, in attesa di venire notati attraverso i nuovi canali, considerando quanto sia difficile oggi passare per quelli tradizionali. 
In entrambi i casi, spesso, le case di moda sono ben contente di avere i blogger alle sfilate. I primi attireranno orde di fotografi che aspettano proprio di fotografare i loro look (fotografi tra l'altro pagati dai giornali di moda di tutto il mondo, Italia inclusa - chiamasi street style), i secondi entreranno alle sfilate e ne parleranno creando articoli che a volte appaiono nei primi risultati di ricerca di Google (sì, conosciamo il SEO) e che faranno di conseguenza grande pubblicità.

street style milano fashion week febbraio 2015

Primi e secondi, infine, ci stanno provando. Ci stanno provando a fare della loro passione un lavoro. Mangiano davanti al pc, leggono, scrivono e studiano. Curano le relazioni virtuali e pensano ogni giorno a come potersi dare da fare per crearsi opportunità in quello che a volte sembra essere - lavorativamente parlando - il deserto dei Tartari. Eppure, in quel deserto, riescono a far nascere le piante.

Ecco chi sono i blogger. Sono i sognatori del nostro tempo. Sono creativi professionisti, sono quelli che non ci stanno ad andare via per fare i camerieri all'estero. Sono quelli che scommettono tutto (o quasi) su un lavoro che ancora poco si comprende, mettendo a servizio di tutti le loro professionalità e la loro voglia di emergere. 

Sono anche quelli che ce la fanno e potrebbero insegnare a tanti un nuovo atteggiamento da vincenti.

Mi chiedete chi sono? Potrei fare una lunga lista, conosco tantissimi colleghi in gamba e intraprendenti come pochi. Vi cito i primi che mi vengono in mente: 
  • Sabrina Musco, generosa, intelligente. Con grande gusto riesce davvero a ispirare tante ragazze: quando indossa qualcosa ti viene automatico chiederle dove lo ha acquistato.
  • Lucia del Pasqua, arguta e ironica, mai scontata, racconta in un modo tutto suo il fescion system.
  • Alessandro Masetti, architetto, con una cultura sulla moda talmente ampia da saperti dire durante le sfilate come ogni capo in passerella ricordi qualcun altro del passato (non disdegna di dirti anche la data... un computer!).
  • Greta Miliani, che ha frequentato il mio stesso master di giornalismo e che nella vita vuole fare la giornalista e si vede. Sa raccontare la moda senza annoiare.
  • Nunzia Cillo, intraprendente come poche, abilissima fotografa con una dualità spiazzante: unicorni rosa e romanticherie a chi le merita, fiele a chi è scorretto. Con lei non si scherza.
  • Adele Colella e Eva Ravazzolo, raccontano la moda sotto forma di poesia, attraverso accostamenti di immagini meravigliose e rubriche insolite e geniali (come il loro oroscopo). Poetesse vere.
  • Anna Marconi, ha unito la passione per la moda con l'amore per la cucina. Il risultato è raffinato e geniale.
  • Sonia e Valentina Grispo, scrivono per Grazia, creano grafiche, fondano un giornale tutto loro, sono le più aggiornate nel settore. Concise, ma precise.
  • Federica Cimetti, il classico esempio di chi prende un'abilità, la mette a servizio del web e vince. Lei sì che ti fa venire voglia di curare la tua bellezza.
  • Sandra Bacci, insegnante dai capelli colorati nella sua prima vita, blogger nella sua seconda vita (ma entrambe le vite viaggiano su binari paralleli). Riesce a raccontare e a farsi fotografare lasciando nella testa di chi guarda e legge sempre la stessa sensazione: la voglia di sorridere e gioire della vita. Terapeutica.
  • Iris Tinunin, blogger curvy che ha trasformato tutto di sé in un punto di forza e che ogni giorno ha una missione: aiutare chi non si sente bene nel proprio corpo ad amarsi meravigliosamente.
  • Riccardo Onorato, un piccolo grande bear che riuscirebbe a indossare qualsiasi cosa senza mai apparire inadeguato. Eppure osa, eccome se osa (e sa anche scrivere).

Potrei continuare, davvero, ma per un po' basterà così. Che ne dite?
Un ringraziamento speciale a Federica Paola Muscella per le fotografie.

52 commenti :

  1. Hai perfettamente ragione a dire tutto ciò che hai detto. Ci sono persone che scrivono senza realmente sapere cosa stanno dicendo, e senza essersi nemmeno informati. Semplicemente non si sono evoluti. Tu sei una persona fantastica ed una docente meravigliosa, spero continuerai sempre con questa grinta e questa passione, e che continuerò a beneficiare di tutta l'immensità che mi dai.

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    1. Vicky, sei sempre un tesoro grande.

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  2. Devo dire che hai espresso il concetto in maniera semplice per chi è al di fuori del nostro mondo, ma anche in modo sofisticato! Brava, bel post :)

    Visit my blog: The Style Fever by Mina Masotina

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  3. E vabbe, te lo dico, m'è scesa la lacrimuccia!
    Sono così stanca di leggere le polemiche.. Sai come la penso? Che la bella gente incontra la bella gente, ci collabora con entusiasmo e professionalità e ottiene (oltre ad un piacevole ricordo) una nuova esperienza che lo gratifica dal punto di vista umano e professionale. A me questo capita in continuazione per fortuna e sono sempre più fiera di aver cercato di trasformare un sogno in realtà. Fra la "bella gente" (un bello inteso nel senso più ampio del termine of course) ci sei tu e ci sono i nomi che ho letto nel tuo articolo, non è una coincidenza!!! I simili si attirano, ne sono certa, e quindi lasciamo che ci sta lontano resti lontano! Per capire un qualsiasi fenomeno ci vuole una bella dose di intelligenza, ahimè è una dote che non tutti hanno! Un bacio!! :-*

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  4. Grazie Ida per la tua stima. Terapeutica ... uno dei commenti pi belli che ho mai ricevuto!
    Grazie di cuore.

    A riguardo della tua posizione , che ovviamente condivido, posso dirti che chi non si informa, non sa distinguere e fa pura demagogia, non merita più un secondo del mio tempo.
    un abbraccio

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  5. Hai proprio ragione, non bisogna fare di tutta l'erba un fascio! Non capisco perchè si debba giudicare e offendere il lavoro degli altri... Le tue parole sono molto belle e mi hanno colpito... Un bacione
    Ilenia's wardrobe
    http://ileniaswardrobe.blogspot.it/

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  6. Mi spiace di non essere nella tua lista!! Proprio stamattina ho commentato un post su facebook, dove ho scritto molte delle cose che anche tu dici qui! Se vuoi (volete) questo è il link https://www.facebook.com/ave.mottes/posts/10205387932652090?comment_id=10205397216604183&notif_t=feed_comment_reply
    Cecilia
    http://www.modeskine.com

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    1. Cara, non sei nella mia lista solo perché, come ho detto, sarebbe troppo lunga. A questo punto conviene, classifiche a parte, stilarne davvero una di qualità. Ti ci rientreresti senz'altro. Ci faccio un pensiero.

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  7. hai pienamente ragione
    conosco tutti i ragazzi e le ragazze che hai mensionato (alcuni anche dal vivo) e li trovo fantastici davvero
    xoxo

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  8. Ida, secondo te questa gentile professionista ha aperto i nostri siti almeno una volta? Secondo me no. Il problema è proprio questo: generalizzare. Come se "fashion blogger" = "oca senza né arte né parte". Tutti noi "blogger veterani" abbiamo studiato e il blog non è un ripiego ma un lavoro che abbiamo scelto e difeso. Non siamo ragazzini allo sbaraglio in cerca di qualche t-shirt da raccattare, siamo professionisti che si interfacciano con le più grandi aziende nazionali ed internazionali.
    Ma di cosa sta parlando? Ah: i blogger, quelli come noi, vengono invitati alle sfilate anche se non fanno richiesta degli accrediti. Spieghiamoglielo.

    Ps. grazie per la citazione. Grazie di cuore per la stima, che, come sai, è reciproca.

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    1. Questo articolo vuole proprio passare questo messaggio: apriteli i blog la prossima volta ;)

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  9. No scusa e io? SPODESTATO DALL'ARCHITETTO! huahuahu :D

    Ormai queste critiche trovano davvero il tempo che trovano: i brand e gli uffici stampa, se fanno bene il loro lavoro, sono i primi che si rendono conto di come dietro ad un blog non ci sia sempre un wannabe in cerca di fama, ma una persona con una passione in grado di trasmettere informazioni e curiosità in modo semplice, arguto, pulito e intelligente.

    Il resto è solo notizia da Novella 2000 per portare a casa un articolo che, altrimenti, "chi lo sente al caporedattore che sono stata a scrocco a Milano per una settimana e non ho contenuti da scrivere?"

    Baci

    Riccardo | www.guyoverboard.com

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    1. ahahahah Alessandro Masetti spodesta Orsetto, attenzione! :D
      Love you all!

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  10. non tutti i blog sono uguali, c'e chi crede davvero in questo lavoro!

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  11. un giorno mi piacerebbe inccontrarti e frequentare uno dei tuoi corsi..dici sempre la cosa giusta!! alcuni giornalisti non reggono la pressione...x questo sparano certe cavolate..
    un bacio

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    1. Probabilmente è così Mariafelicia. Troppo carina a volermi incontrare :)

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  12. bellissimo post.
    concordo pienamente con te e ribadisco che noi, o almeno io, non ruberemo mai il posto ai veri giornalisti...

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  13. concordo pienamente con tutto quello che hai scritto
    Alessandra

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  14. Onestamente anche io non ne posso più di tutte queste persone che criticano senza sapere la passione, la fatica e la dedizione che ci sono nelle nostre vite!
    Fabrizia - Cosa Mi Metto???

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  15. Io durante la Social Media Week ho un avuto un confronto con giornalisti di una testa su carta, ma adesso anche web. Ovviamente si fa sempre di tutta l'erba un fascio. Quello che loro non sopportano è sapere che prima o poi i blog (non tutti, perché ci sarà una selezione naturale) andranno oltre e sostituiranno le testate giornalistiche che vogliono stare al passo coi tempi....Si, perché vorrebbero star dietro ai cambiamenti, ma mentalmente non ce la fanno proprio.

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  16. Cara Ida, vorrei tanto leggere l'articolo "incriminato" (anzi se ti va linkamelo in pvt). Concordo con le tue parole però, purtroppo, oltre a giornalisti che screditano il lavoro dei blogger ci sono anche dei blogger stessi, cattivi, pessimi esempi. Tali soggetti non solo non entrano alle sfilate (limitandosi a starsene fuori) ma acquistano followers e pensano che il lavoro del blogger sia soltanto quello di ricevere capi omaggio.
    Per il resto, tu sei una delle blogger che stimo davvero. xoxo rita talks

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    1. Cara Rita, l'articolo è linkabile nella prima riga del mio post ;) Non l'ho censurato, anche se qualcuno mi ha detto che ho contributo a dargli visibilità, ma voglio essere generosa :)

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  17. Troppo facile parlare di cose che non si conoscono, facessero una indagine più approfondita e capirebbero molte cose!
    Alessia
    THECHILICOOL

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  18. Hai scritto un ottimo articolo, chiaro ed esaustivo. E' ora di smetterla con questi stereotipi.. Ma, da una parte, penso che certi articoli li scrivano solo per ottenere visibilità (proprio grazie a quelle blogger che tanto criticano).
    www.thefashionshadow.com

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  19. critiche e polemiche sono all'ordine del giorno e a volte sono gli stessi blogger a farle e alimentarle, ahimè
    Nameless Fashion Blog

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  20. Grande IDA, hai espresso in modo modo estremamente garbato ma energico un pensiero che condivido pienamente. Dubito che qualcuno possa controbattere le tue argomentazioni estremamente valide. Io sono una di quelle blogger che sta seguendo il tuo corso, estremamente professionale oltre che utilissimo, e mi sento molto in linea con quello che sono : una fashion blogger per passione ora, tra un po' spero una professionista del settore!!! :-A smile please blog

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  21. Ho letto l'articolo in questione e un'altra volta sono rimasta sconcertata, tutte le volte tendono a generalizzare e a criticare i blogger, non sapendo appunto che ci sono persone che svolgono il loro lavoro con passione e dedizione e se posso dirlo si fanno un "mazzo" tanto!! Non ho avuto modo di conoscerli dal vivo le persone dei blog che hai citato ma li ho presenti tutti e sono molto bravi/brave.
    Grazie ancora Ida, sei una grande donna, ti stimo, spero un giorno di poterti incontrare e perché no magari incontrarvi tutti, io ci credo nel lavoro e nella passione che ci mettiamo tutti con i nostri blog, le persone prima di parlare devono contare fino a mille!!!:) Baciiiiii

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  22. Hai completamente ragione! Ho pensato alle stesse cose quando ho letto quell'articolo!
    Fashion Dupes

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  23. complimenti per questo post! conosco parecchi dei colleghi che hai citato e sono pienamente d accordo con te! :)
    Thegoldenwaves.com

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  24. Un ottimo zoom sul fenomeno è sui sogni "seri" di una blogger :)

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  25. Cara Ida,
    mi spiace che questo articolo vi abbia offeso. L’intenzione non era proprio quella. Si voleva semplicemente raccontare con ironia un sottobosco che ogni sei mese si ricrea in occasione della settimana della moda.
    Se noti non c’è alcun nome o citazione di blog proprio perché il pezzo vuole essere un affresco divertente e non un’offesa.
    Nel pezzo si parla di ragazzine che disertano le lezioni, di politici, di taxisti e di altri personaggi che animano tutto quello che c’è fuori dalle sfilate.
    I vostri blog li leggo eccome e trovo che alcuni siano molto ben fatti. Occupandomi di cronaca e attualità sono solita informarmi bene prima di scrivere o di accostarmi a un argomento ,Infatti nel pezzo si parla di blogger serie invitate e arrivate a cui se ne aggiungono altre parecchio improvvisate che, innegabilmente, ci sono. Come in tutte le professioni. E come ammettono anche alcuni dei commentatori al tuo post. Non c’è nessun problema a dirlo. Da giornalista ti dico anche io che ci sono colleghi bravissimi e colleghi assolutamente non preparati. È così.
    La visibilità, occupandomi di fatti, personalmente non la cerco.
    Sono di Milano per cui nessuna settimana a scrocco.
    Quanto all’importanza di blog, seo etc ovviamente la conosco bene anche io. Lavoro sul web da anni, ho un blog e so che queste cose sono imprescindibili, quindi concordo con te. Le porto tutte nel futuro, assieme a un po’ di autoironia. ☺
    Buon lavoro
    Micol

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    1. Cara Micol, mi fa piacere tu abbia replicato. Come avrai notato sono partita dal tuo articolo e ne ho citato un altro subito dopo relativo alla precedente fashion week, un po' stanca del solito leitmotiv. Io ti ringrazio di avermi dato lo spunto per poter approfondire la parte "professionale" di questo settore ancora troppo nebulosa. Mi piacerebbe soltanto che i giornalisti mettessero in luce un po' più spesso anche le caratteristiche positive dei blogger indipendenti. Siamo già pieni di haters che, tra l'altro, non hanno tardato a farsi sentire nei loro commenti sotto il tuo articolo. Insomma... l'ironia possiamo comprenderla noi, ma chi non conosce bene il fenomeno credo si faccia proprio una pessima impressione della categoria in generale. Tutto qua. Mi piaceva poter parlare dell'altro lato :) Buon lavoro a te.

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    2. Domandiamoci perché… capisco purtroppo molto bene ciò che hai scritto… lo dissi il primo anno in cui ho aperto il blog… finzione, tanta troppa finzione… blogger che si imbucano ovunque e che recitano teatrini pietosi fuori da Cavalli, Scervino, Richmond… io entro… loro restano fuori… a loro piace così… però come ha scritto giustamente Ida non tutti e tutte siamo così… ridicoli arlecchini che farebbero qualunque cosa per avere uno scatto… Polemica… basta… credo nella selezione naturale delle cose… e come già detto… queste persone grazie al cielo rimangono fuori a giocare… 2 Fashion Sisters

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  26. conosco le blogger che hai citato, molte di loro le seguo e le trovo molto valide!! ora ti dirò, mi sa che vado a leggermi quest'articolo...
    MODEMOISELLE.IT

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  27. Nella società si fa polemica, critiche su tutto, quindi l'importante e sapere bene i propri obiettivi, la strada che si vuole intraprendere e seguirla :)
    al di la di tutte le chiacchiere, e pareri delle persone, che restano infatti sempre pareri, e solo quello sono. :)

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  28. Condivido ogni singola parola :*

    Bisous,
    Mia ♡

    Becoming Trendy

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  29. Le polemiche ci sono e ci saranno sempre e per quanto possa essere d'accordo con te sul fatto che ci sono tante blogger brave e volenterose (io per prima che ci metto l'anima a condividere foto degne di essere chiamate tali) è anche vero che lì fuori non è tutto così bello. Ormai fuori dalle sfilate sono più i fotografi che le persone che vale la pena fotografare (e lo dico perché faccio anche street style) Dentro le sfilate, se possibile, è ancora peggio, blogger che pretendono (o come si dice a Roma "che ce l'avanzano") blogger che non sono in lista ma che poi vantano fantomatici front row e blogger che vanno alle sfilate solo per avere un numero di accrediti da vantare.
    Non ce l'ho con i giornalisti, perché quello di cui si lamentano è quello che vedo anch'io che sono una blogger, ce l'ho piuttosto con quelle blogger che hanno rovinato un mondo nato in modo genuino e che tale dovrebbe rimanere.

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    1. Condivido, ma credo nella selezione naturale e credo sia giusto che tutte ci provino inseguendo un sogno. Se poi non ci si costruisce dietro una solida professionalità (a parte comprare abiti estrosi e rincorrere i fotografi) avranno vita breve.
      Credo anche che tutto questo sia figlio dei tempi che stiamo vivendo e che spesso digital pr e uffici stampa dovrebbero (mi dispiace per loro) riuscire a discriminare evitando di selezionare chiunque per "fare numero"; questo contribuirebbe alla selezione naturale di cui sopra.

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  30. Condivido pienamente tutto! purtroppo non capiscono che dietro tutto ciò ci sia impegno e passione!inoltre, conosco tutti questi blogger e sono validissimi!
    http://beautyandnail.blogspot.it/
    Marta

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  31. bisogna farci il callo fregarsene ed essere più professionali di loro ... non siamo testers siamo bloggers : D

    ELISABETTA BERTOLINI NEW BLOG MAGAZINE

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  32. "Non ragioniamo di lor, ma guarda e passa". Credo tu abbia detto già tutto (e con pertinenza) in fatto di ignoranza, non in termini di offesa ma per raccontare con estremo garbo le volte in cui la scarsa conoscenza sale in cattedra e, purtroppo per la platea, insegna. #Mondieu. Buon venerdì, bacio.

    Ubique Chic

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  33. io sono nuova di questo mondo, ne conosco poco i meccanismi, non ho mai partecipato ad una sfilata, o alla settimana della Moda?!! Mi dirai: Allora c' vuò( allora che vuoi?) come si dice da noi in Molise. Io scrivo per il piacere di farlo, è vero quando scrivo un post ci metto ore perchè prima di nominare qualunque cosa o persona faccio le mie ricerche. ( retaggio di una vita fa) Scrivo delle cose che piacciono a me, e ho scelto il blog perchè è libero da dettami stilistici, testuali, letterari del linguaggio giornalistico! Io ho letto l' articolo incriminato e l' ho trovato divertente, si divertente! E un pò mi è dispiaciuto perchè a fronte di bimbe che non parlano di niente, in questi mesi ho letto, conosciuto donne( per lo più) curiose, sempre attente, libere come le donne devono essere e sanno essere!
    lalu_ lstinzi.blogspot.it

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  34. I primi blogger quelli si che erano i veri. Ora ce ne sono tanti, troppi. E da percorso personale e profondo è diventato un fenomeno pubblicitario. Ma chi ha fondato un blog da tanto tempo e lo cura con passione, selezione e tenacia, sa bene che è tutta un'altra cosa e i lettori affezionati e "settoriali" ne sono la prova. Aggiungerei anche te in questa lista di blogger di ferro, che condivido per filo e per segno! ;D

    Un bacione,

    Benedetta

    http://www.daddysneatness.com

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  35. Una polemica che si ripete da anni e che ha proprio stufato. Ma perchè non si dedicano tutte queste energie per fare bene il proprio lavoro senza puntare il dito sempre e comunque?!
    Bel post!

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  36. Condivido in pieno quanto hai scritto Ida :*
    un bacio tesoro


    www.TheFashionCoffee.com

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  37. Proprio i questi giorni "sfogliando" il tuo blog pensavo a quanto tu fossi aggiornata e quanto questo spazio sul web sia ormai divenuto un magazine a tutti gli effetti. Le blogger vengono osannate o commisserate a seconda del bisogno, ma io credo che la nostra forza rispetto alle giornaliste tradizionali sia nell'avere un punto di vista autentico e libero, fuori dalle logiche del product placement, che non disdegnamo ma che segnaliamo come tale, con onestà vesro il lettore. Ti ringrazio per questo articolo, e ricordo che il video virale che scherniva le blogger mi aveva davvero divertito, dimmi chi altro se non delle ragazze spigliate e intelligenti, avrebbe fatto fronte a domande provocatorie improvvisando sempre una risposta, senza perdersi minimamente di coraggio. Un caro saluto Adele Colella

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  38. Non l'avevo letto questo post incredibilmente ben scritto e ben fatto. Allora c'è vita e c'è voce in questo ambito. Continua così!
    baci
    www.theladycracy.it

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  39. Hai fatto un'ottima analisi, come ogni nuovo fenomeno ci sono dei lati positivi e dei lati negativi, c'è chi li riesce a vedere entrambi lucidamente e chi vede solo quelli negativi e che ama far polemica solo per il gusto di farlo. Io credo che il web e il blogging siano una grande opportunità per tutti.

    ♥ Alixia le chat gourmand

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  40. Ida alcuni dei blogger che hai citato francamente non mi piacciono, perché per quanto scrivano decentemente e non sembrino subumani, non disdegnano articoli "marchetta" che trovo sempre più fastidiosi e poco eleganti, sinceramente non capisco come si possa darsi arie intellettuali e poi piazzare certi articoli sponsorizzati su cose che non c'entrano niente con la propria linea editoriale, sembra proprio di assistere a una televendita. Ma questo è un mio parere, evidentemente a molti questa cosa non dà più di tanto fastidio.
    Altra cose che trovo altamente fastidiosa, in quanto lettrice e non a mia volta blogger, è la sequela di commenti insulsi lasciati da altre blogger, probabilmente solo per fare numero o perché addirittura ci si accorda per scambiarsi commenti, pratica che non condanno ma che risulta fastidiosa per chi legge e ripeto, non è un blogger. Non c'è stimolo al dialogo e si ha l'impressione di una community chiusa su se stessa, che ha come unico scopo attirare le aziende e non scambiare davvero opinioni con un pubblico più vario, come invece dovrebbe essere.
    Sul fatto che ci siano blogger ignoranti e\o interessati alla moda nella misura in cui posa risultare una scorciatoia per mettersi in mostra, non si può negarlo. La maggior parte dei blogger che va alle sfilate o agli eventi lo fa in maniera superficiale, anzi trovo proprio deludente che quasi tutti gli eventi, anche a sfondo culturale, proposti durante la fashion week, siano "solo su invito" e poi invitino persone insulse che ci restituiscono solo selfie di cattivo gusto e autocelebrativi.
    Sono sempre più scettica perciò sul reale valore di tutti questi blog, alcuni ormai sembrano dei portali che riportano le notizie dell'ultima ora per avere traffico e stop, altri hanno articoli illeggibili costruiti solo sul SEO (altra cosa che per il lettore è molto fastidiosa), insomma siamo proprio sicuri della validità di questi siti o meglio della piega che ha preso il blogging, in nome del lavoro e del fare soldi? detto tutto ciò apprezzo il tuo blog e i tuoi articoli sono tra i pochi ancora piacevoli da leggere e mi fa piacere che tu abbia avuto successo perché hai talento nello scrivere in un modo gradevole, ma sugli altri ho forti dubbi. Fare il blogger per non fare il cameriere all'estero è un ossimoro, scusa se mi permetto, perché i blog dovrebbero rappresentare un'informazione libera, non asservita a sponsor e altri, cosa inevitabile se vuoi farlo come lavoro. Forse sarebbe il caso di riconsiderare un po' più di rispetto verso la libertà di espressione e cercare di costruirsi un futuro professionale in altri modi. A questo punto confesso che sono tornata a leggere le riviste o consultare i siti delle riviste online, almeno sono più immediati, anche loro sponsorizzatissimi, ma lo fanno in modo meno velato e scusate, ipocrita. Chiedo scusa se con queste parole offendo qualcuno, è solo il mio umile parere di lettrice.

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    Risposte
    1. Cara lettrice, apprezzo tantissimo la tua critica, importante e decisamente costruttiva. Mi piacerebbe tanto chiacchierare del fenomeno con chi sembra averne fatto una disamina decisamente interessante. Posso solo dirti che è dura, che a qualche compromesso bisogna scendere (l'inevitabilità di cui parlavi), ma che con l'onesta professionale si può anche sponsorizzare qualcosa, l'importante è che rispecchi i propri gusti, quelli del target di lettori che hai e che non si dica a tutto sì. Mi riservo di commentare anche gli altri punti più tardi. Ti ringrazio intanto, ancora, per aver lasciato la tua preziosa opinione che fa riflettere anche me. :)

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    2. Lieta di aver contribuito, sono stata sincera, la sincerità è un valore che non dobbiamo mai trascurare e i lettori sono importanti
      buon weekend!

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  41. Cercando del materiale per un progetto futuro sono capitata da queste parti...penso di tornare presto...amo la moda...la storia in particolare, la insegno..insegno ai miei ragazzi ad amarla...osservala...cerco di far nascere passioni. A presto dunque

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