lunedì 18 luglio 2016

Paura di viaggiare: degli attentati e di altre (s)fortune

Ero a Londra quando ho saputo dell’attentato di Nizza. Una piccola vacanza con la mia famiglia. Una cosa che non capitava da troppo tempo. 

Per un attimo, dopo l’attentato di Istanbul del 28 giugno, ho pensato che non fosse il periodo giusto per partire.

Poi ho pensato che vivo a Roma, una città costantemente minacciata, e ho pensato che non sarebbe stato più pericoloso prendere un aereo e trascorrere qualche giornata a Londra.
Due città “pericolose” a pari merito - mi sono detta.

Sono partita da casa con coraggio.
Sono arrivata in aeroporto con timore.



Un timore che non mi ha fermata, ma che mi ha reso guardinga e diffidente verso tutto e tutti.

Tanti sono stati i pensieri che hanno affollato la mia mente, persino quello che mi diceva “se muori, sarà un attimo e poi non sentirai più niente”.

Poi sono arrivata sana e salva. Ho odiato la sensazione di dire a ogni tappa “sono sana e salva”. L’ho detto in aeroporto a Gatwick, arrivata alla stazione di Waterloo e ancora dopo aver varcato la soglia del mio albergo “troppo in vista”.


Siamo usciti, abbiamo preso la metro, siamo stati al parco più bello che ci possa essere per un bambino. Ci siamo sporcati i piedi con l’acqua e la sabbia e siamo rimasti sporchi perché io sono sempre smemorata e dimentico sempre un cambio, un pannolino in più o le salviettine salvavita.




Abbiamo mangiato all’aperto, ascoltato una ragazza talentuosa con una corona di fiori in testa cantare per strada, rincorso i piccioni, ballato scalzi, abbiamo assaggiato un gelato inglese e fatto tante smorfie (rimanendo spesso digiuni).

Ci siamo meravigliati della bellezza del mondo e abbiamo riflettuto.

Che questa sia l’epoca in cui non diamo più per scontato nessun attimo di felicità?
Sì, io scelgo di avere quest'atteggiamento, il mio modo di godere di ogni momento, di coglierne l’essenza, di comprendere quanto sia prezioso essere vivi, sani, felici.


Fortunati.

È come quanto ti colpisce una malattia, è il cancro dei giorni nostri. Ci rende impotenti, inermi, finché decidiamo di combatterlo affidandoci e fidandoci. Dopo la battaglia, tutto cambia e ogni cosa ha un sapore diverso, ogni giorno diventa un regalo.

Io ho deciso di reagire così agli attentati e alla paura di vivere la vita appieno. L'ho deciso quasi inconsapevolmente.  

Buon compleanno a tutti.


2 commenti :

  1. Purtroppo non viviamo in un bel periodo…..però anch'io non mi privo di viaggiare!!!!
    Baci e buona giornata!!!!

    www.lagattarosablog.it

    P.S. bellissime le foto!!!!

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  2. Mi hai dato tanto coraggio, grazie! Anna

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