lunedì 7 novembre 2016

Fashion blogger e giornaliste di moda a confronto nella redazione di LEGGO: ecco cosa è cambiato nel 2016

Alvaro Moretti, Direttore di Leggo, qualche settimana fa mi ha dato la possibilità, in quanto blogger, di confrontarmi con due giornaliste di moda: Maria Latella e Barbara Molinario.


Un'intera redazione di giornalisti - quelli di Leggo - in ASCOLTO.

Ascoltare i blogger andando oltre la superficie, le polemiche sterili e il punto di vista (decisamente parziale e per nulla esaustivo) di alcuni giornalisti - si veda Vogue Usa.

Io e Martinandrea Chiella abbiamo rappresentato la categoria per poter dire, finalmente, chi siamo, cosa facciamo e, soprattutto, quanto ci impegniamo con serietà, studio e aggiornamento continuo per poter essere delle professioniste serie e riconosciute.

Da sin. Martina Chiella - Ida Galati
É stato un primo incontro. Prezioso (e emozionante) come pochi. Uno di quelli dove giornalisti e direttori non si difendono, ma spiegano; non attaccano, ma cercano di capire. Come dovrebbero fare. 

Eppure non è quasi mai così. I giornalisti, che per primi dovrebbero essere attenti al nuovo per poterlo raccontare, così come ha ammesso lo stesso Direttore Alvaro Moretti, per certi versi (e certi temi) rimangono conservativi.

Non tutti certo, magazine e Direttori come Silvia Grilli per Grazia e ancora prima proprio Maria Latella per A (che diede una piccola rubrica sul cartaceo proprio a una Chiara Ferragni agli esordi), hanno dato spazio agli influencer in tempi non sospetti, intercettando l'importanza della rivoluzione digitale in atto.

Ecco, allora, quanto emerso nella nostra tavola rotonda + i miei pensieri sparsi (ma ordinati), quelli che quotidianamente racconto a chi mi chiede di "noi" :)


Perché i blogger hanno avuto successo?
  • Il web è diventato una fonte di informazioni preferenziale a discapito dei media tradizionali. 
  • I contenuti si cercano sul web e si creano sul web, anche per conto proprio. 
  • I blogger si sono autoprodotti prima che le redazioni cartacee capissero l'importanza della rivoluzione digitale in atto. 
  • I blog sono diventati un ottimo strumento per reinventarsi, promuovere se stessi e le proprie competenze on line (personal branding), generando nuove opportunità di lavoro (blogger di professione, web editor, copywriter, creative content strategist). 
Perché i fashion blog hanno avuto successo?
  • Perché hanno reso la moda un sogno alla portata di tutti. 
  • Perché ragazze normali hanno dimostrato che giocando con la moda e esprimendo se stessi era possibile avere successo. 
  • Le aziende hanno iniziato a utilizzarle come testimonial (meno distanti e fredde di una modella) contribuendo ad accrescere il loro successo. 


Le influencer intervistate nella mostra alla Triennale di Milano (YOU-THE DIGITAL FASHION REVOLUTION) si raccontano in brevissime interviste spiegando: "non siamo modelle o attrici, ma persone vere, libere, che giocano, si esprimono e provano vestiti. È questo quello che piace". 

Perché i blogger spaventano alcuni giornalisti?
  • Perché, rispetto alle giornaliste di un tempo, fanno la moda mentre la raccontano.
  • Perché hanno sviluppato più competenze tecniche: alla redazione del testo affiancano competenze di grafica, di impaginazione, di ottimizzazione. Oggi molte blogger, oltre a saper scrivere ed essere informate, sanno creare grafiche, scattare foto ed editarle; ottimizzano il testo in chiave SEO; fanno da testimonial e conoscono i diversi linguaggi da utilizzare per promuovere il contenuto prodotto anche sui vari socialnetwork. 
  • Perché sono sempre disponibili al dialogo continuo con il lettore, quasi come se fosse un confidente virtuale.
Perché i giornalisti criticano un certo tipo di fashion blogging?

I giornalisti, come quelli di Vogue Usa, fanno bene e io sono d'accordo con loro. I giovani che pensano che sia sufficiente cambiare d'abito ed esibirsi davanti alle sfilate o per strada senza avere dietro un pensiero di progettualità, una personalità, una capacità imprenditoriale e, soprattutto, qualcosa di davvero interessante da dire o, perché no, da mostrare, non possono andare lontano e possono giustamente irritare chi "lavora davvero" studiando e preparandosi con impegno.

Lo stesso discorso vale per i reality: aspirare a prendere parte a uno dei tanti reality (ahimè il sogno di molti giovani), riuscirci e sperare di lavorare semplicemente perché diventati improvvisamente POPOLARI senza, però, aver messo in luce nessuna attitudine o capacità particolari, alla lunga, non porta da nessuna parte e ti destina all'oblio. Anche questo, naturalmente, irrita.

Ma cosa vuol dire fare blogging sul serio?

Secondo Riccardo Esposito, il blogging è "un punto di vista personale, informale e schietto, ruspante, senza filtri, quasi amatoriale".

Esaustivo e bellissimo il pensiero di Elena Datrino, nota fotografa e ideatrice della mostra fotografica Facce da Blogger con cui ho avuto l'onore di lavorare: 

"Il blogger non è un giornalista, un opinionista, uno scrittore, un fotografo o un videomaker, eppure è l'insieme di tutte queste cose. È una figura attuale, capace di interagire con i nuovi mezzi di comunicazione, connessa con la realtà e contemporaneamente con il proprio mondo (...). Mi affascina chi utilizza un mezzo così privato come la scrittura rivolgendosi al mondo intero e che con personalissima libertà costruisce un seguito che sceglie il suo punto di vista per informarsi, divertirsi e con il quale identificarsi".

È per questo che Elena ha deciso di entrare nel mondo dei blogger e uscirne con uno scatto rappresentativo di quel mondo così intimo e denso di significati, tale da meritare un ritratto speciale.


"Dopo i primi ritratti ho capito di trovarmi di fronte a fortissime personalità piene di iniziativa e inventiva. C'è chi con il blog ha integrato un mestiere, chi lo ha trovato, chi ha sostituito lo psicologo e chi lo è diventato per qualche lettore. Nel blog convivono la spontaneità di una scrittura di getto e lo studio strategico di come comunicarla, quando e perché (...); ciò comporta che il blogger avverta la necessità di porsi con consapevolezza rispetto a quello che comunica (...). A dispetto di maleducazioni e pressapochismi dilaganti nei social, il blogger nutre rispetto per la parola, il punto di partenza e di arrivo verso l'attenzione che cerca". 

Come sono cambiate le fashion blogger oggi? 

Una foto ha sempre parlato più di mille parole, ecco perché i fashion blog che propongono solo outfit hanno avuto sempre molto più successo (e risonanza) di quelli con prevalenza di contenuti testuali utili.
Nel 2016 due sono i macro-cambiamenti che ho potuto osservare:

  1. Le "outfit blogger" si sono spostate su Instagram (avendo bisogno solo di promuovere la propria immagine) trascurando molto il blog.
  2. Le fashion blogger "letterarie" (ex aspiranti giornaliste di moda, come me per esempio) hanno osservato, hanno smesso di fare le puriste e sono scese a compromessi per poter essere concorrenziali: ci hanno messo la faccia. Questo completa la propria riconoscibilità in rete e accontenta la curiosità dei lettori. Inoltre, stanno cambiando la descrizione della loro "etichetta": non più fashion blogger, ma style blogger.
Ho detto molto altro: vi lascio con il video dell'intero dibattito andato in diretta su Facebook. Qui, invece, l'articolo.


Vi trovate d'accordo sulle mie considerazioni? Felice di arricchirmi con i vostri pensieri in merito!



11 commenti :

  1. davvero molto interessante...complimenti per l'iniziativa e a te per averla condivisa :)
    baci

    http://moonmode.blogspot.it/

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  2. molto interessante questo articolo, l'ho letto con molto piacere
    Alessandra

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  3. davvero interessante Ida, condivido a pieno!

    http://www.thefashionprincess.it/

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  4. Ho letto l'articolo tutto d'un fiato e sono pienamente d'accordo con te sia sul perché i blogger hanno avuto successo sta sull'evoluzione delle tendenze

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  5. Vi ho seguite sui social e ho visto anche i live, sono d'accordo con te su come si è evoluto il nostro mondo soprattutto nell'ultimo anno!

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  6. Davvero trovo sia stato un confronto molto costruttivo e soprattutto immagino ci sia stato uno scambio di opinioni stimolanti!

    Carmelita
    http://www.styleoffmymind.com

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  7. interessanti punti di vista, per quanto riguarda le fashion blogger tuttavia noto una forte inversione di tendenza, cioè l'abbandono del web in favore della televisione, il cui potere e prestigio mediatici ad oggi restano imbattuti

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    Risposte
    1. Franco sai che ti dico? Che sono abbastanza d'accordo con te! Non so se sia la televisione a volerli o viceversa, ma rimane indubbio il potere del video piuttosto che della parola scritta o dell'immagine. Io stessa, vista la virata che sta facendo fb, mi sto attivando con una grossa novità...

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    2. Resto in ascolto allora per la novità!
      Credo che il motivo alla base sia che in televisione c'è una scrematura, viene visto come ambiente esclusivo, perché non tutti ci possono andare, mentre sul web chiunque può dire la sua. Se è innegabile il fascino della tv è pur vero anche che con questa marcia indietro si perde un po' di libertà...
      Facebook? Non lo apro quasi mai, mi sembra molto scaduto il livello...

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    3. La televisione ha altri linguaggi: se sai solo scrivere bene o metterti in posa, andare in televisione potrebbe danneggiarti. Facchinetti, ex agente di Chiara Biasi ha sostenuto da sempre che la blogger funziona solo sul web, ma ci sono le dovute eccezioni. Facebook? Livello scaduto, vero, ma c'è un cambio di tendenza: i video live. Resta in ascolto e apri fb... sto preparando una cosa proprio lì!

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    4. La televisione ha altri linguaggi: se sai solo scrivere bene o metterti in posa, andare in televisione potrebbe danneggiarti. Facchinetti, ex agente di Chiara Biasi ha sostenuto da sempre che la blogger funziona solo sul web, ma ci sono le dovute eccezioni. Facebook? Livello scaduto, vero, ma c'è un cambio di tendenza: i video live. Resta in ascolto e apri fb... sto preparando una cosa proprio lì!

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