lunedì 29 febbraio 2016

Oscar 2016: tutto quello che (forse) non sapete sulla premiazione più attesa dell'anno

Oscar 2016. Cosa è successo ieri? Per non annoiarvi, ecco un concentrato di curiosità su look (solo i migliori), premi anti-Oscar, gifts bag per tutti da centinaia di migliaia di dollari e i premiati (veri) più applauditi.

Sapevate che ogni anno vengono assegnati anche premi per i peggiori? E che anche chi non vince niente, porta comunque a casa una gift bag del valore di 230.000 dollari?
Iniziamo dal principio...

La  cerimonia anti-Oscar

Ogni anno, dal 1981, si assegnano anche i Razzie Awards (dall'espressione "to razz": "prendere in giro"), celebrati come il peggio che il cinema abbia mai prodotto nell'ultimo anno e assegnati in una cerimonia tenuta a Los Angeles un giorno primo dell'assegnazione dei veri premi Oscar.
Quest'anno ben 5 statuette sono andate al Film 50 sfumature di grigio: Peggior Film, Peggior Attore protagonista, Peggior attrice protagonista, peggiore coppia sullo schermo e peggiore sceneggiatura.


Ragione o torto? Io, devo dire la verità, ne ho sentito parlare talmente male che ho deciso di non impiegare il mio tempo a guardare il film. Odio quando un film rovina l'immaginario che ti sei costruito leggendo un libro (e la trilogia l'ho letta tutta). Si vede che ho fatto bene!

Le gift bag da 230.000 dollari


Ma voi lo sapevate che agli Oscar ogni anno, tutti gli attori e i registi partecipanti vengono omaggiati di una gift bag da centianaia di migliaia di dollari da parte degli sponsor? 
Decisamente un bel premio di consolazione! Quest’anno, una shopper del valore di 230.000 dollari fra trattamenti beauty (sedute di ringiovanimento vaginale, di Vampire Breast Lift, il lifting per il seno a base di sangue reso celebre da Kim Kardashian) e viaggi extralusso (fra i tanti un tour a piedi di 15 giorni in Giappone da 48mila euro, un viaggio in Israele del valore di 49mila euro). Se siete curiosi di conoscere il resto del contenuto, potete trovare molto altro su questo articolo di Luuk magazine.

Gli abiti più In 

Come, per Sanremo, dove la canzone e il cantante contano più di ogni altra cosa, anche accaparrarsi una statuetta agli Oscar è senz'altro la migliore soddisfazione della serata, ma  - gift bag a parte - essere inseriti tra i migliori look della serata è sempre un bel riconoscimento, per attori e stilisti.


Tralasciamo i peggiori look per una volta e regaliamo un plauso a Cate Blanchett in Armani Privè. Super petalosa, come sostiene giustamente Federico Rocca di Vanity Fair, ma comunque perfetta. Se indosso a qualcun altra avrei sicuramente detto "too much", lei è stata davvero una (bellissima) visione e merita l'Oscar del miglior look del 2016.


Degna di nota anche Julianne Moore (55 anni) in Chanel, che indossa lo stesso abito visto in passerella lo scorso Gennaio 2016 su Kendal Jenner (20 anni), una delle modelle più quotate nell'ultimo anno.


Incredibile come le migliori, a parer mio, siano due bellissime "signore". È proprio il caso di dire che la classe non ha età, anzi... pare si acquisti proprio grazie agli anni che passano (benissimo).

I vincitori più chiacchierati degli Oscar 2016

Finalmente ce l'ha fatta. Dopo tutte le prese in giro e le attese lunghe anni, Leonardo Di Caprio ha vinto il suo primo Oscar come migliore attore protagonista di The Revenant.


Mi è piaciuto perché, dopo i doverosi ringraziamenti, ha deciso di impiegare il suo tempo per sottolineare come, per girare il film e trovare la neve, siano dovuti andare fino al Polo Sud. "Il cambiamento climatico è la più grande minaccia dei nostri tempi e dobbiamo lavorare assieme per fermarla, e smetterla di posticipare. Non diamo per scontato questo pianeta, io non do per scontata questa serata".
Applausi.

E poi c'è lui, anche il nostro Ennio Morricone, con la colonna sonora del film di Quentin Tarantino The Hateful Eight, a 87 anni ha vinto finalmente il suo primo premio Oscar per la colonna sonora, dopo quello alla carriera del 2007.


Il suo ringraziamento in italiano ha commosso la platea e l'Italia intera.

Una cerimonia da ricordare, che ne dite?





giovedì 25 febbraio 2016

Milano Fashion Week: i social, le foto, la moda e l'equilibrio perduto

È di 10 giorni fa l'annuncio di Massimo Giorgetti, direttore creativo di MSGM (che sfilerà Domenica 28 Febbraio alle 15 durante la Milano Fashion Week in corso), in cui decideva di bandire, se pur con sofferenza e messa in conto delle possibili ripercussioni negative, tutti gli smartphone dalla sua sfilata.

Quello che succede alle sfilate oggi ormai è noto: blogger o non blogger (il problema va oltre), non importa quale posto tu abbia, dopo esserti seduto, tirare immediatamente fuori lo smartphone o il tablet è diventato d'obbligo. 

Non importa che si intralci il lavoro dei fotografi che urlano come ossessi nella vana speranza che si mettano via tablet Pro sempre più ingombranti (ma sempre più veloci a mandare in rete tutto e subito), l'importante è essere pronti a immortalare prima degli altri ogni singola uscita. L'importante è esserci. E per dimostrarlo quasi a te stesso, hai bisogno di mostrarlo agli altri: "scatto, ergo ci sono e queste sono le prove".

Il contenuto viene dopo l'affermazione di sé.

Ecco perché, dopo una lunga riflessione, sono in gran parte d'accordo con Massimo Giorgetti: via la condivisione social smisurata e senza filtri. Sì ai vecchi fotografi che consegnano le foto alle giornaliste che, nel frattempo, possono davvero godersi lo spettacolo senza preoccuparsi di dover fare attività social live per conto proprio o di terzi.

Ma che liberazione è?

Un regalo direi.


Ricordo le prime sfilate a cui sono stata invitata. Catapultata in un mondo "altro", così scintillante e privilegiato che le mani mi servivano per chiudere la bocca e appuntare sensazioni.

Oggi guardo, scatto, perdo pezzi, scrivo appunti, maledico lo smartphone che fa sembrare le modelle solo angeli di luce bianca e invoco un fotografo che faccia questo al posto mio che sono lì e vorrei fare altro.

Che sia chiaro, il punto non è non scrivere subito dopo una sfilata (6 mesi prima che la collezione venga messa effettivamente in vendita); il punto è godere davvero del privilegio di assistere a qualcosa che puoi raccontare - e mostrare sui social, perché no - solo dopo averla vissuta appieno.

Come ho fatto con la sfilata di Vittorio Camaiani ad AltaRoma. Mi sono goduta ogni dettaglio, ne ho scovato uno degno di nota proprio perché molto attenta e troppo scomoda per mettermi a fare foto e sono corsa solo dopo in backstage per recuperare quel dettaglio, fotografarlo e pubblicarlo su Instagram.



L'equilibrio perduto

Quindi, ecco cosa manca e cosa perdiamo.

Post di Roxana Ionita - editor di Blog di moda
Un'istantanea su Instagram relativa all'attività principale di alcune note fashion blogger durante questi giorni di Milano Fashion Week ripresa da Roxana Ionita, editor di Blog di Moda e il suo commento, parlano chiaro.

Godetevi lo spettacolo, poi scrivete. 

Ecco perché condivido in parte le parole di Giorgetti in un'intervista rilasciata al magazine WWD"Penso che sia il momento di supportare di più i venditori, i negozi on line e la carta stampata. Se tutto è fuori immediatamente, la gente perde interesse e tutto sembra vecchio in un secondo. Per di più, penso che chiedere a stampa e buyers di non postare durante lo show, permetta loro di godersi e vedere gli abiti attraverso i propri occhi e non quelli dello schermo, e credo che questo sia positivo"

Quello che non condivido è il fatto che non tiene conto del fatto che non ci sia ormai più distinzione tra la carta stampata e quella on line. E che per quanto possa vietare il wi-fi all'interno della sala, gli articoli di carta stampata verranno ripresi anche dai magazine on line e il processo diverrà comunque inarrestabile (specie dopo aver creato tanto rumours). Pertanto condivido soltanto l'ultima parte del suo discorso contro corrente: guardate gli abiti attraverso i vostri occhi e non quelli dello schermo.

Per tornare a stupirsi e a prendersi un momento in più per dire wow, invece che fare subito clic e post.


venerdì 19 febbraio 2016

Recensioni abiti da sposa economici online: quali scegliere e perché

Recensioni abiti da sposa online, acquistarlo è possibile? Una piccola guida alla scelta dei siti migliori per abiti da sposa economici, piccole e grandi damigelle e accessori!

Ho deciso di scrivere questo post a seguito di numerose mail che mi chiedevano quanto i siti di shopping on line fossero affidabili, in special modo quelli "delicatissimi" perché relativi all'acquisto di un abito da sposa.

Recensioni Sposamore. Qualche tempo fa, infatti, vi ho parlato della possibilità di acquistare abiti da sposa economici on line citandovi lo shop italiano Sposamore.

Le perplessità sono tante, le preoccupazioni ancora di più, specie quando non c'è nessuno che ti assiste fisicamente e basta un nonnulla per temere che dall'altra parte non ci sia qualcuno in grado di assisterci e, a volte, anche sostenerci.

Ecco perché nasce questo articolo. Per rassicurare chi di voi sceglie di acquistare un abito da sposa on line e per indicarvi un paio di siti (e relative recensioni) che possano soddisfare ogni vostra esigenza il giorno del fatidico sì.

Quali sono i siti di shopping on line a tema wedding più interessanti e affidabili per qualità e tempistiche? E come evitare di cadere in una truffa on-line?

I siti che vi consiglio sono 3:

Siti di shopping on line sposa affidabili
Sposamore per un abito da sposa su misura (sartoria italiana)
Asos per gli abiti da damigella
Monsoon (UK) per gli accessori e gli abiti di paggetti e piccole damigelle

Ma prima alcuni accorgimenti per capire se un sito di shopping on line è affidabile
  • Cercate informazioni sulla società: fate una piccola ricerca sul nome della società e sulla presenza della partita IVA o simile. Cercate su Google, perché anche se si tratta di uno shop on-line deve comunque avere una qualche informazione identificativa.
  • Verificate che sia scritto in forma corretta. Se il sito presenta eccessivi errori grammaticali, diffidate, perché è sicuramente frutto di una traduzione automatica.
  • Controllare i metodi di pagamento. I più famosi siti di shopping on line utilizzano il pagamento con carte di credito, prepagate, bonifico o tramite un conto Paypal (uno dei più sicuri perché vi rimborsa in caso di problemi). Diffidate dunque da quei siti che impongono il pagamento attraverso Western Union o con la ricarica di una carta prepagata.
  • Analizzare il nome del dominio. Se digitando il nome del sito su Google, i risultati sono siti dai nomi simili (buy-cheap-shoes.com, buycheapshoes.com, super-cheap-shoes.com) meglio stare alla larga, quasi sicuramente si tratta di un trucchetto per farsi “trovare” il più possibile.

Certamente, il modo più rapido e sicuro per controllare l’affidabilità di un sito rimane sempre il caro vecchio passaparola!
Non esiste metodo migliore per verificare la reputazione di un sito che rivolgersi a chi ha già acquistato leggendo, quindi, le recensioni dei clienti: sono sicura che una sposa “arrabbiata” non avrà peli sulla lingua nel recensire il sito che le ha venduto un abito scadente o a un prezzo eccessivo, mentre una sposa soddisfatta sarà felice di raccontare la sua esperienza positiva.

Vi riporto allora recensioni personali e di altre spose e, con l'occasione, vi racconto anche i motivi per cui vi consiglio i 3 portali per affidabilità, qualità dei prodotti venduti e sicurezza delle transazioni.

1. SPOSAMORE.COM PER GLI ABITI DA SPOSA


Sposamore è il primo atelier italiano che si occupa della vendita on-line di abiti da sposa e da cerimonia economici. Sposamore non rivende abiti di altri brand, come avviene nella maggior parte dei portali, ma produce direttamente e su commissione attraverso le sue sartorie italiane specializzate.

Una volta individuato l'abito perfetto, la piattaforma vi accompagna in tutti i momenti dell’acquisto step by step: vi presenta l’abito attraverso una scheda tecnica dettagliata con informazioni sul taglio, la scollatura, le stagioni più adatte alla scelta e i tempi di confezionamento e consegna, con la possibilità ulteriore di contattare lo staff per conoscere ulteriori dettagli e dissipare ogni dubbio.

E se la taglia non è quella giusta? È la prima domanda che mi viene in mente, risolta dal fatto che la piattaforma consente di fornire le proprie misure in maniera minuziosa affinché la personalizzazione avvenga al meglio, assistendovi nella misurazione fai da te con una foto-guida e un video guida alle misure e all’ordine.



Ma ma come sono le recensioni Sposamore? 
Parto da una ragazza che mi ha scritto personalmente e che sembrava non soddisfatta perché non riceveva l'abito e neanche risposta. In realtà il classico panico da sposa aveva avuto il sopravvento. Lo staff ha risposto poco dopo e tutto è andato per il meglio.
Rossella racconta di aver ricevuto un ottimo abito sartoriale in pizzo, romantico e dal sapore vintage, mentre Roberta scrive di aver ricevuto il suo abito dei sogni dopo un mese dall’ordine ricevendo anche il velo, la sottogonna e il cuscino porta fedi alla metà del prezzo che avrebbe speso in un negozio.
Il sito, insomma, sembra proprio superare l’esame “affidabilità”.

2. ASOS.COM PER LE DAMIGELLE


Non ci sono molte parole da spendere sull’affidabilità di Asos, visto che è uno dei siti di e-commerce più conosciuti al mondo. L'ho scelto per chi di voi desidera un matrimonio un po' all'americana con tanto di damigelle al seguito. 
Oltre ad aver dedicato collezioni alle curvy, le petit e le quasi mamme, dal 2015 Asos ha creato anche la collezione “Occasion Wear”: una linea di abiti da cerimonia, con interessanti proposte che vanno dai vestiti, agli accessori, dagli orecchini alle scarpe. Per matrimoni, battesimi, serate di gala o eventi importanti, su Asos.com le proposte sono sempre raffinate ed eleganti.
C'è anche una piccola sezione dedicata alle spose ma si tratta di pochi abiti, molto semplici, spesso corti e dallo stile minimal. Adatti sicuramente a una sposa giovanissima e a una cerimonia essenziale e informale. Ovviamente, essendo un marketplace, i suoi abiti non sono su misura e non esiste un servizio di accompagnamento all’acquisto come su Sposamore.

Recensioni in merito all'affidabilità di Asos? La mia. Tutto arrivato nei tempi prestabiliti con una qualità ottima. Se sbagli taglia (come mi è capitato per un abito premaman) il reso è gratuito. Non puoi, però, averne in cambio un altro, ma devi procedere a un acquisto ex novo.

3. MONSOON PER GLI ACCESSORI SPOSA E I PICCOLINI


Monsoon è un sito di e-commerce inglese, ma garantito da oltre mille negozi fisici in tutto il mondo, con un’intera sezione dedicata al wedding e alle occasioni  importanti. Vi sarà capitato di vedere i deliziosi abiti da cerimonia per piccole principesse da Accessorize Italia (la catena è sempre la stessa) e questo è già sufficiente per assicurarci qualità, gusto e affidabilità.

Ve lo consiglio se desiderate, magari, che i vostri ospiti indossino un cappello in perfetto stile inglese (ricordate, però, che il bon ton richiede che sia prima di tutto la mamma della sposa a indossarlo).

Lo trovate sul sito on line sotto il nome di "fascinator", tipico copricapo anglosassone in testa a tutte le blasonate fashionissime invitate ai matrimoni reali. 
Monsoon, come vi accennavo prima, veste anche le flower girls e i page boys: adoro il modo in cui le piccole damigelle si trasformino in splendide fatine grazie ai loro abiti. Per il mio matrimonio, la mia damigella ne ha indossato uno bellissimo.



Dal pianeta dei matrimoni anche oggi è tutto. Se c'è qualcuno tra di voi che vuole raccontare la sua esperienza su uno dei tre portali, è il benvenuto. Alla prossima!



martedì 16 febbraio 2016

Scarpe particolari: quelle di Vittorio Camaiani sono al contrario (e volano al Micam)

Avere il privilegio di assistere a una sfilata vuol dire soprattutto riuscire a guardare da vicino le fattezze e tutti i dettagli di un capo.

Quando ci si lamenta del mancato posto in prima fila le ragioni sono tendenzialmente due, una giustificata, una un po' meno. Quella ingiustificata è legata alla sensazione di riuscire a sentirsi sufficientemente importante da "meritare" una prima fila.

Quella giustificata c'entra con il fatto di poter riuscire a vedere ogni singolo dettaglio del capo che sfila. Come le scarpe per esempio.

È stato bello, durante le sfilata di Altaroma, accorgermi con stupore dei piccoli e grandi dettagli che un'artista-stilista come Vittorio Camaiani aveva pensato per la sua nuova collezione ContrariaMente.

Collezione ContrariaMente. Foto credit: Valerio Canini
Ho guardato i piedi delle modelle e ho scoperto che davvero tutto era stato pensato al contrario. Anche le ballerine, che sembravano avere delle calle appuntate e che, invece, altro non erano che tacchi "mancati".

Sono subito corsa in backstage a fotografarli e lanciarli su Instagram, felice di aver scovato una chicca preziosa.


Sono doppiamente felice di sapere che quelle scarpe che perdono il tacco, su cui avevo da subito posato gli occhi, sono volate a Milano ed entrate in produzione (non tutto quello che sfila ci va).

Domenica 14 febbraio, infatti, la ballerina con il tacco in testa è stata presentata al Micam (14-17/02) all'interno dello Stand D27-29 dell'azienda Lella Baldi, produttrice delle scarpe Vittorio Camaiani. Così sarà fruibile al mondo un'idea di donna che vivendo una vita di corsa non perde la sua femminilità...

Camaiani ci augura così una "buona corsa".

Credit: Alessandro Calligaro


domenica 14 febbraio 2016

Sanremo 2016 finale: i voti ai look

Sanremo 2016 volge al termine anche questa volta. La mia prima volta direttamente in sala stampa, a stretto contatto con cantanti e conduttori, mi ha fatto capire quanto tutti siano sensibili alle critiche. Certamente meno se si parla di look, ma nessuno è indifferente a niente e noi, a volte, ci pensiamo poco mentre stiamo per scrivere.

Questo, però, è il nostro mestiere e in tanti amano aspettare di vedere make up e abiti scelti per ciascuno. E allora, senza voler essere la paladina dello stile, chiudo anche quest'anno con i miei personalissimi giudizi.

Pronti?

Iniziamo con Francesca Michielin, seconda classificata quest'anno a Sanremo, perfetta nella sua semplicità. Il duo di stilisti di Au Jour le Jour ha saputo leggere la personalità della giovanissima cantante e interpretarla alla perfezione. Voto: 9


Patty Pravo in Gianluca Saitto. Data l'età (ben 68), non è facile dire cosa le starebbe meglio. Trasparenze come le sue, in condizioni normali, sarebbero assolutamente vietate, ma Patty arrivati a questo punto... può fare come le pare. Audace. Voto: 7



Noemi  sale sul palco di nuovo con lo stesso abito a parte piccole varianti (firmato da Bianca Maria Gervasio). Andiamo sempre meglio. Voto: 8-


Quello di Arisa è sicuramente il migliore outfit scelto sinora: né troppo elegante, né troppo casual. Giusto q.b. La questione del look rimane comunque sempre molto marginale. Arisa canta con il cuore e questo basta a trascinarti nella canzone dimenticando tutto il resto. Ma siamo qui a dare voti al look. Questa volta la premiamo. Voto: 7



Mitica e immensa Cristina D'Avena. Peccato per l'abito da gran ballo dei tempi andati. Strafare per strafare l'avrei preferita (tra)vestita da (Kiss me) Licia o, perché no, da puffetta. Voto: 4




Madalina Ghenea in Zuhair Murad è talmente bella da sembrare finta. Gli abiti e le trasparenze un po' tutti simili, ma di grande effetto. Voto: 10


Virginia Raffaele per l'ultima serata ci stupisce e presenta solo se stessa vestita da Marco De Vincenzo. Nulla da invidiare al fisico statuario della Madalina, ci aveva stupito travestita da Belen e mettendo in bella mostra le sue gambe. Gli abiti da "gran sera", belli, ma non bellissimi. Appropriati, però, alla vera personalità di Virginia Raffaele, sicuramente molto meno esuberante dei suoi personaggi. Voto: 8


Dolcenera sempre bella, ma non insuperabile come la scorsa puntata. Torna a indossare il total black, ma quant'era bella in bianco? Voto: 7


Annalisa in Mario Dice ha davvero scelto bene. Lo stilista ha saputo renderla elegante, moderna (bellissime le spalline squadrate) senza strafare. Voto: 9


Giovanni Caccamo e Deborah Iurato meritavano di vincere (terzi classificati a Sanremo 2016). La loro canzone è delicata e le loro voci sono un incanto. Dobbiamo parlare del look? Improvvisata e si vede. La prossima volta arriverà più preparata anche sotto quest'altro fronte. Perché gli auguro altre 60 prossime volte. Voto: 4


Chiudiamo con Irene Fornaciari. Ultima classificata con la sua canzone, non si aggiudica sicuramente l'ultimo posto anche in fatto di look. Notevolmente migliorata negli anni, come ho già avuto modo di dire negli articoli precedenti, non riesco a immaginarla con un look troppo dissimile da questo. Voto: 7


Un altro attimo prima di chiudere. C'è Gabriel Garko che, anche se uomo, merita di essere menzionato. Non ho fatto mistero sui social rispetto al fatto che non mi sia piaciuto. Purtroppo credo che abbia perso molto del suo fascino. Vuoi perché la sua conduzione non è stata per nulla convincente (né il suo tentativo di recuperare fingendo di essere cretino), vuoi perché capelli e zigomi erano, a parer mio, troppo artificiali e lui, al naturale, sarebbe stato molto più bello. Sarebbe stato brizzolato? E chi lo saprà mai? Non ci è dato sapere. L'ultima serata però, senza chioma ribelle, stava molto meglio.
Cosa porta a casa da questo Sanremo? Poca gloria, tanti soldi. Peccato. Voto: 4



Fonte foto: Vanity Fair, Le stanze della moda

sabato 13 febbraio 2016

Sanremo 2016 quarta serata: i voti ai look

La quarta serata di Sanremo 2016 Big viene aperta da Annalisa in Mario Dice. Questa volta, però, l'abito sa un po' troppo di antico. Capisco i riferimenti agli anni passati, ma qui manca il legame con la modernità. Voto: 6


L'attesissima Virginia Raffaele non ci fa aspettare troppo, esaudendo il desiderio di molti: riportare in scena Belén. Vestita da suora, quando si scopre, Elisa D'Ospina si accorge di una strana coincidenza...

Il look di Emma Marrone ospite di Panariello qualche anno fa, era firmato da Mario Dice. Viste le sottili differenze suppongo che abbia firmato anche quello della Raffaele. La domanda è: pura casualità o esplicita e diabolica richiesta da parte di Virginia Raffaele? Credo di conoscere la risposta... Voto: 10 


È il turno di Irene Fornaciari, inaspettatamente molto molto bella. Abito e scarpe l'hanno valorizzata tantissimo. Il tempo, galantuomo, l'ha cambiata tanto. La ricordavate ai suoi esordi? Voto: 



Madalina Ghenea fa il suo ingresso con un abito in piume di struzzo e profondissimo spacco realizzato dalla designer rumena Cristina Savulescu. Il migliore outfit finora. Voto: 10



Deborah Iurato, ahimè, continua a dare l'impressione di pescare dal suo armadio. Senza sovrastrutture sta sicuramente meglio, ma ancora non ci siamo. E i commenti su Twitter non la risparmiano. Voto: 6 di incoraggiamento.




Elio e Le Storie Tese ricorrono al ritocchino per sdrammatizzare un po'. Ne sanno una più del diavolo. Quindi è 10. C'è classe.


Il blu dona a Patty Pravo, ma il look (scarpe incluse) non è per nulla convincente. Voto: 5


Francesca Michelin mantiene sempre lo stesso stile e, nonostante qualche critica, la trovo giustissima. D'altronde, con il giovanissimo brand Au Jour le jour e il loro gusto super moderno, era difficile toppare. Voto: 9



Elisa, tra le ospiti della serata, è bellissima nella sua semplicità. L'ear cuff al contrario si rivela essere un'ottima soluzione per chi non ha i buchi all'orecchio. Che ne dite? A volte basta davvero poco per essere tutto. Voto: 10



Arisa si ribella e si dissocia. Lo scopro su Facebook. Ieri il suo make up era bellissimo. Questa sera, però, pare abbia deciso di fare tutto da sola. Ad annunciarlo Jenny Modena, make up artist che si era occupata del suo trucco fino a ieri. Annata strana questa... annata della dissociazione.

Il trucco di questa quarta serata è comunque ok (in passato ha lavorato anche come estetista), ma non credo sapesse che il suo vestito sarebbe stato associato a quello di Madalina (in Temperley London per il suo secondo outfit) viste le similitudini "sbrillucicose". Il tessuto non la valorizza troppo, diciamo così. Voto: 5



Il tailleur di Noemi le sta bene (anche lei come Elisa, sotto il vestito proprio niente niente), ma l'orlo che copre completamente le scarpe proprio no. Voto: 6



Paillettes anche per Dolcenera in Jenny che sta decisamente (sempre) bene. I sandali stringati vanno di moda a Sanremo e allora ho fatto una velocissima ricerca per voi: ne trovate un paio molto simile a quello indossato da Dolcenera su Asos








Fonte foto: Ansa, Vanity Fair, Le stanze della moda

venerdì 12 febbraio 2016

Sanremo 2016 terza serata: i voti ai look

Terza serata di Sanremo. Ed è la volta delle consuete cover. Ad aprire un'altra gara nella gara ci pensa Noemi che mantiene quasi invariato il look della prima serata (stessa scollatura vertiginosa, stessa cintura in vita). Questa volta, però, complice la modifica di piccoli dettagli come il tessuto utilizzato per confezionare l'abito, non mi dispiace troppo. Voto: un 7 pieno. 


Poi arriva Madalina Ghenea (mentre mi fermo a riflettere sul fatto che, ahimè, a volte parli meglio di Garko) e lascia a bocca aperta tutti i presenti. Cederei la mia votazione ai colleghi uomini della sala stampa che, alla vista di Madalina in rosso, si sono lasciati prendere da sospiri trepidanti.
Gli abiti sono firmati da Vionnet che l'ha senz'altro valorizzata pur presentando tre stili molto differenti fra loro. Voto: 8+


Per rimanere in tema di ritocchini e non stonare troppo con gli altri, Virginia Raffaele A.K.A. Donatella Versace ci sta tutta. Dannatamente geniale quando inizia a perdere piccoli e pezzi di sé e il naso si sforma e il mento si modella a piacimento. Diabolicamente 10.



Tocca a Deborah Iurato che, dopo l'abbandono dello stilista con cui aveva intrapreso una collaborazione (leggi qui cosa è successo), si sarà trovata a dover pescare dall'armadio di amici e parenti. È vero, così sta comunque decisamente meglio. Ma è anche vero che non voglio infierire ancora di più scendendo nel dettaglio. Visto che l'inciso del loro pezzo "via da qui via da qui via da qui" mi è entrato dentro, evito uno stupido voto al look e premio il pezzo. Voto: 10


Ci pensa Patty Pravo a tirarci su il morale sfoggiando una sorta di gatto biondo  in testa. Ora, se non ci fosse stato il gatto a distrarmi, l'avrei promossa a pieni voti. L'abito le sta d'incanto, i capelli lisci le donano, il trucco la valorizzava. Ma quel posticcio... perché?? Voto: 6


Arriva Dolcenera a mettere tutti d'accordo. Così femminile, svolazzante e spensierata io non l'avevo mai vista. Sono lontani i tempo della rocker ribelle. Bellissima e sicura di sé, in conferenza stampa raccontava di temere il giudizio del pubblico per la particolare reinterpretazione del brano di Nada. E invece è stato un tripudio sotto ogni aspetto. Perfetta. Voto: 10



Fonte: Ansa
Arisa cerca di recuperare sostituendo le paillettes alla lana. Il problema, però, persiste: il vestito privo di taglio (di Amenstyle) non la valorizza affatto. I colori fanno troppo anni '80 e mi ricordano troppo Yetta di Tata Francesca. Avete presente? Voto: 5



Francesca Michielin e Au Jour le Jour continuano il loro viaggio simbolico. Se la prima volta la mise poteva dividere la platea, questa volta il look è perfetto: né troppo casual, né troppo elegante. Francesca, come il vino, invecchiando (si fa per dire) migliora. Molto bella. Voto: 8


Parlo in punta di piedi di Irene Fornaciari perché questo è l'atteggiamento che genera in me. Quasi un istinto di protezione. Non riesco a giudicare il suo look, forse perché troppo total (black). Voto: N.C.


E chiudiamo con Annalisa che fa bene a cambiare solo il colore dell'abito (e qualche dettaglio sulla spalla). In Mario Dice, è davvero la Jessica Rabbit dei tempi nostri. Voto: 9


Chi sono stati, invece, i vostri preferiti?

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...