martedì 25 ottobre 2016

Trucco Halloween 2016: direttamente dalle sfilate 6 make up da brivido!

State cercando un trucco per Halloween 2016 e siete a corto di idee? Se non volete esagerare con le trasformazioni, ma concedervi comunque piccoli dettagli di stile a tema, ecco la mia selezione make-up ispirata dalle sfilate A/W 2016-17. 

Vampires Diaries

Rodarte Make-up A/W 2016-17
È tra le maschere di Halloween più sfoggiate di sempre: il trucco in stile vampira moderna è stato re-interpretato anche da Rodarte per la sua ultima collezione Autunno Inverno 2016. 
Pelle diafana e chiarissima, occhi total nude e focus su labbra dal colore super intenso.
Potete scegliere il gettonatissimo borgogna come il Velvet Passion Burgundy n. 318 di KIKO o addirittura un nero dai riflessi viola. 

Sposa Cadavere

Disquared2 AW 2016-17 Campaign
Direttamente dalle favole di Tim Burton, ecco un make up ispirato alla sposa cadavere. Che ne dite di ispirarvi alla passerella di Dsquared2? Occhi cerchiati di nero o puntinati di rosso - effetto day-after-party -  pelle chiara, quasi pallida, da ottenere con una cipria in polvere bianca, et voilà: il look drammatico dai risvolti malinconici è servito.

Cat woman

Da sin. Kenzo, Dior Haute Couture Make-up A/W 2016-17
Se avete voglia di trascorrere la notte di Halloween come una gattina un po' malvagia dal fascino magnetico, prendete spunto dai make-up Autunno Inverno di Kenzo e Dior Haute Couture. Avrete bisogno solo di eyeliner nerissimo e tanto mascara. Potete ricreare linee spesse e lunghissime, oppure realizzare occhi felini solo delineandone i contorni allungati. 

Child's Play

Ryan LO Make-up A/W 2016-17
Vi sentite bambole assassine? Allora scegliete di stupire con un look apparentemente zuccheroso, indossando la maschera di una dolcissima bambola dall’anima black. Il make-up proposto dal designer Ryan-LO mi sembra perfetto: gote rosse, labbra glossy color pastello e occhi magnetici, con maxi ciglia sia sopra che sotto. Semplice vero? 

Back to the future

I'm Isola Marras Make-up A/W 2016-17
Fendi Make-up A/W 2016-17
Se amate catturare l’attenzione e non passare inosservate, scegliete un travestimento controcorrente. Niente horror per voi, ma un viaggio nel tempo con un make-up futuristico. Ispiratevi a quello ideato da Mac per : uno  smokey eye futuristico basato sui  colori  cipolla  (un mix di magenta e viola), verde menta  e  zafferano. Anche Fendi propone occhi coloratissimi effetto psichedelico: un make up grafico multicolor  per un salto nel futuro. Belli vero?
Come riprodurli? Scoprite i nuovissimi e coloratissimi eyeliner di 3INA. Perfetti!

Dark Lady

Marc Jacobs Make-up A/W 2016-17
Di grande impatto visivo e perfetto per una notte dalla trama horror: il make-up by Marc Jacobs e più in generale tutta la sua ultima collezione Autunno Inverno: sopracciglia bianche, praticamente annullate, contorno degli occhi marcati di nero e labbra scurissime. A completare la perfetta visione dark di Marc Jabos anche l’hairstyling da vera principessa gotica realizzato con maxi torchon e una super definita middle row. 


Eccoli qui i make up horror più chic, semplici da replicare e adatti ad ogni occasione e party! 

Troppo difficili? Pensate di aver bisogno di un aiutino? Dal 29 al 31 ottobre KIKO MILANO celebra Halloween con una serie di appuntamenti in store, in cui esperte make-up artist eseguiranno gratuitamente diversi look dedicati ai colori “dark” di Halloween.


Avrete tutte l’opportunità di seguire i loro preziosi consigli provare i diversi look dedicati al tema “Halloween” scoprendo così i prodotti necessari per un make-up perfetto e ricercato, ispirato ai colori del nero, grigio e viola, tanto spettacolare quanto facile da riprodurre, accedere a promozioni in esclusiva. 

Cercate gli store KIKO che festeggiano Halloween?

KIKO ALBA (CN) Via Vittorio Emanuele, 18
KIKO BARI Via Sparano, 53
KIKO BERGAMO Via Xx Settembre, 38
KIKO CATANIA Via Etnea, 147
KIKO FIRENZE Via Dei Calzaiuoli, 84/R
KIKO GRUGLIASCO LE GRU (TO) Via Crea, 10
KIKO LECCO CITY Via Roma, 2 - Angolo Vicolo Della Torre N.2
KIKO LONATO IL LEONE (BS) Via Mantova , 36 - Unita' 53
KIKO MARCIANISE Strada Statale Sannitica, 87
KIKO MILANO Corso Vittorio Emanuele, 15
KIKO MILANO Via Dante, 2 - P.Zza Cordusio
KIKO MILANO Via Unione, 2 - Angolo Via Torino
KIKO NAPOLI Via Scarlatti , 167/169
KIKO NAPOLI Via Toledo, 245
KIKO ORIOCENTER (BG) Via Portico, 71
KIKO PADOVA P.zza Pedrocchi Ang. Via Gorizia
KIKO REGGIO EMILIA Piazza Atleti Azzurri D'Italia, 5 - Unita' 41
KIKO RIMINI LE BEFANE Via Caduti Di Nassiria, 20
KIKO ROMA Via Del Corso Angolo Via Borgognona , 145
KIKO ROMA Via del Corso , 484
KIKO ROMA PORTA DI ROMA Unita' 48 - Via Alberto Lionello , 201
KIKO SALERNO Corso Vittorio Emanuele 149/151
KIKO TRIESTE DANTE Via Dante Alighieri , 3
KIKO VARESE CITY Via Aldo Moro, 1/A-3-5
KIKO VENEZIA SANTA LUCIA Stazione Fondamenta S. Lucia
KIKO VITERBO Via Tangenziale Ovest


domenica 23 ottobre 2016

Kenzo x HM: niente fila stavolta (secondo me)

Kenzo x H&M: questa volta sarà ancora il caso di dare i braccialetti colorati all'entrata per far rispettare la lunga fila? Secondo me no. Ecco chi è Kenzo e perché ha osato così tanto.

Manca poco più di una settimana all'uscita della nuova capsule collection di H&M (prevista per il 3 novembre). Ogni anno, però, queste collaborazioni diventano sempre più esagerate e Kenzo non ha voluto risparmiarsi.

Senz'altro un'opportunità magnifica, come dicono loro stessi, di farsi conoscere e apprezzare dal grande pubblico. Ma perché, mi chiedo, osare così tanto, invece di essere leggermente meno audaci e più raffinati (per quanto di loro lo siano poco), così come sono riusciti a esserlo in molti dei capi presentati a Parigi per la loro ultima collezione Autunno Inverno 2016-2017?

Kenzo Collection A/W 2016-17 Paris
Kenzo Collection A/W 2016-17 Paris
Ma chi è Kenzo?


Kenzo è una casa di moda francese fondata nel 1970 dallo stilista giapponese Kenzo Takada, caratterizzato dall'innovativo design e l'unione di culture differenti. Un marchio di lusso che poco ha a che fare con il tipico look chic francese "a favore di una giungla caleidoscopica dal ritmo globale"

Qual è il suo segno contraddistintivo?

Fiori come se non ci fosse un domani, grandi volumi, sovrapposizioni inaspettate e motivi jungle.

Kenzo story
Nel 2012 ha lanciato la famosa felpa con la tigre.


Nel 2013 il motivo con gli occhi (pensavate fosse stata Chiara Ferragni?)


Gli attuali direttori creativi di KENZO, Carol Lim e Humberto Leon, osano sovrapponendo motivi e texture insieme, attingendo alla cultura globale più giovane e creando look senza regole.

Cosa hanno pensato per H&M

Hanno voluto rivedere i loro archivi, decidendo di onorare il fondatore del marchio Kenzo Takada celebrando, dunque, il passato, e fondendolo con il presente ed il futuro. Risultato? Tutto è vistoso, eccentrico, maxi e super maculato. Insomma, deve piacervi proprio lo stile Kenzo.

Kenzo x H&M
Kenzo x H&M
È vederli indossati tutti insieme che mette un po' di soggezione. Anche se è il loro stile da sempre, il mio pensiero va inevitabilmente ai look della Tata e di zia Yetta. Chi di voi li ricorda?

Kenzo x H&M secondo me
Forse (e dico solo forse) presi singolarmente qualcosa potrebbe anche andare bene. Ma vediamoli meglio.

I cappotti e le giacche Kenzo x H&M

I cappotti e le giacche di Kenzo x H&M
Direi che si potrebbero "salvare" i due soprabiti centrali e la giacca kimono. La vestibilità è OVER, quindi vanno indossati per vedere l'effetto che fa (e se vi piace). Il 3 novembre vi mostrerò qualcosa live ;)

I top Kenzo x H&M

I top Kenzo x H&M: il miei NO
I top Kenzo x H&M: i miei forse
Le proposte di top, bluse, felpe e t-shirt sono 13, due delle quali in doppio colore. Nel primo collage tutto quello che mi sembra too much, nel secondo quello che potrei trovare gradevole. L'unica cosa che comprerei con moderata certezza, anche a scatola chiusa, è il top in seta con volant. Che ne pensate voi?

Gli abiti Kenzo x H&M


L'abito salopette, quello in seta e quelli con le maniche a Kimono sono degni di nota. Interessante anche l'abito con stampa reversibile, peccato che dall'altra parte la stampa sia particolarmente audace (e quindi meglio non girarlo).


E infine, il più costoso, il pezzo forte e rappresentativo della collezione.


Molto particolare e interessante, peccato che visto indosso sembrerebbe infagottare non poco...


I pantaloni e le gonne Kenzo x H&M


Continuo ad apprezzare la stampa della gonna in seta a pieghe. Tutto il resto, anche qui, per me è decisamente troppo. Però sono curiosa: chi comprerà i leggings in lana maculati?

Gli accessori Kenzo x H&M



Senz'altro bello il design dello stivale, molto più bello di quello presentato alla Paris Fashion Week, peccato solo per la scelta della stampa (dove e quando te lo metti? E il cappellino in tinta?).
Anche se le indossa Rihanna (oltre ad averle prodotto per Puma), continuo a trovarle (per fortuna) terribili: queste infradito firmate Kenzo terribili più che mai (in vendita per le interessate anche il calzino in tinta).

Il 3 Novembre, con relativa calma, passerò a provare qualcosa e farvi vedere come sta indosso.

I punti vendita in Italia?

BOLOGNA 
Via dell'Indipendenza 4
FIRENZE 
Via Por Santa Maria
MILANO 
Galleria Passarella, 1
Piazza Duomo 25
ROMA 
Via del Corso, 422
Centro Commerciale Porta di Roma

TREVISO 
Corso del Popolo, 25

Non vi trovate in nessuna di questa città? No problem, la collezione sarà disponibile anche online dalle ore 10:00 del 3 novembre 2016.
Ogni cliente, però, potrà acquistare al massimo un pezzo per ciascun articolo della collezione e solo in un modello/taglia. 

Dalla giungla è tutto. Passo e, per il momento, chiudo. 


lunedì 10 ottobre 2016

Digital Fashion Influencer: una mostra racconta le origini del fenomeno

"C’era un tempo in cui, per raccontare quello che ti stava accadendo, dovevi trovare qualcuno che avesse tempo di starti a sentire. Oggi bastano poche parole, una foto e un’intera comunità in rete è testimone della tua vita.
È la web community, la società digitale composta da chi condivide se stesso sul web. Alcuni spiccano e diventano dei leader digitali capaci di influenzare comportamenti e scelte, gli altri li seguono, giudicano, commentano. 

Gli uni non esisterebbero senza gli altri. 

Queste nuove dinamiche hanno avuto un forte impatto sui media, sul mercato, sulla politica, sullo stile di vita quotidiano e soprattutto sul mondo della moda. Oggi eventi e momenti che prima spettavano a pochi eletti diventano accessibili a tutti, il tempo di fare una foto e postarla. Due clic.

Grazie al web siamo sempre più aggiornati e competenti in fatto di stile. Il nostro giudizio si fa più acuto, la nostra voce più influente, con la condivisione immediata delle informazioni sul web la moda diventa fenomeno globale, non più distante ed esclusiva, ma condivisa, inclusiva, social.

È la digital fashion revolution e il protagonista sei TU".

Mostra YOU - The Digital Fashion Revolution - Un progetto di Silvia Grilli e Chiara Ferragni

Si apre con l'intro di cui sopra la mostra YOU. Fa effetto esplorarla con la sensazione continua che TU, PROPRIO TU potresti essere il nuovo influencer di domani. 
Potrebbe sembrare facile e contribuire ad alimentare i sogni di tantissimi giovani che oggi hanno la sensazione che si possa diventare ricchi e famosi senza possedere nessuna competenza particolare, se non quella di scattare selfie o di utilizzare assiduamente Instagram e Snapchat.

Nell'era dei blogger non era così.

Partivi armato delle migliori intenzioni, considerato quanto fosse davvero facile e veloce aprire un blog e scegliere una piattaforma gratuita che lo ospitasse. Quando, però, ti trovavi di fronte a un sito vuoto, completamente da riempire, non tanto come diario personale, ma quanto come vero e proprio progetto editoriale, allora capivi subito che non era proprio un gioco da ragazzi e che l'investimento di mezzi, tempo ed energie sarebbe stato notevole e anche impegnativo.

DAVVERO IMPEGNATIVO (non come la puntata "Italia" di Santoro del 5 Ottobre ha fatto credere fosse, facendo il verso a influencer "di un certo tipo").

Le cose, però, cambiano. E la mostra racconta uno spaccato davvero interessante che finalmente qualcuno ha deciso di raccontare: per la prima volta nella storia vengono raccontati tutti gli aspetti della rivoluzione messi in atto dai protagonisti del digitale. Una rivoluzione che il magazine Grazia e Chiara Ferragni hanno vissuto decisamente da vicino, decidendo di raccontarlo.
Certo, c'è di mezzo una delle influencer che quindi parla del SUO stesso fenomeno, ma soprassiedo. La Ferragni rappresenta una realtà importantissima che io ho sempre apprezzato.

Tutto ha inizio dalla street style mania...

"Dagli anni ’50 sulle strade delle grandi città i giovani cominciano a far sentire la propria voce e a conquistare la libertà di esprimersi anche attraverso l’abbigliamento. Inizia l’era dello street style che influenzerà arte, design, cinema, fotografia e moda. A immortalare l’evoluzione del fenomeno è la street style photography, il cui padre fondatore è Bill Cunningham

Cunningham, nato a Boston nel 1929, entra a far parte della redazione di The New York Times nel 1978 proprio grazie a una foto in cui ritrae Greta Garbo per la strada. Da quello scatto improvvisato nasce la rubrica "On the street" e di fatto la street style photography.

Scott Schuman, fondatore nel 2005 di "The Sartorialist", è il caposcuola della nuova generazione di fotografi di street style che creano blog dove raccontano la propria idea di stile e di moda".

Caro diario, ti scrivo di me...

Ecco che l’uomo della strada diventa allora protagonista della cultura contemporanea. "A cavallo dei due millenni l’individuo sembra di nuovo al centro di tutto in una sorta di umanesimo 2.0. Ognuno sembra voler raccontare se stesso, prima attraverso la forma del diario privato e poi, con la nascita del web, attraverso i blog". 

Antesignane del fenomeno sono due personaggi di fantasia: Bridget Jones e Carrie Bradshaw, icone in cui si identifica un’intera generazione (ci avevate mai pensato)?



Bridget Jones è una trentenne pasticciona che narra la sua vita in un diario con coinvolgente sincerità. Il suo diario nasce nel 1995 come rubrica della giornalista Helen Fielding che la trasforma poi in una serie di romanzi e film.
Carrie Bradshaw è una stilosa scrittrice che racconta su un giornale la sua vita privata, parlando delle difficoltà di essere single a New York. Nasce dalla rubrica di Candace Bushnell "Sex and the City" che diviene serie Tv e film di culto.

Nel 2004 il New York Magazine crea “Look Book”, una rubrica di Amy Larocca che illustra lo street style a New York. È una narrazione per immagini che ha per protagonista la gente comune che vuole raccontarsi attraverso il look.

Nel 2006 Grazia, per volere del Direttore Silvia Grilli, apre un blog, il primo di un magazine in Italia. È concepito come un posto dove andare, intrecciare conversazione e amicizie, dove ognuno è protagonista e racconta la sua storia.

Nel 2011 nasce Grazia.it. lo dirige la fotografa e blogger Tamu McOherson che raduna le personalità più interessanti del web nella scuderia delle IT-GIRL (icone digitali della moda), influencer che condividono coi follower le proprie scelte in fatto di stile, ragazze dalla grande personalità e con tanta voglia di condividere senza risparmiarsi (per essere percepite come autentiche). È sinergia anziché scontro. Grazia contribuisce a lanciare influencer come Elenora Carisi e Candela Novembre.


Il segreto dei fashion influencer

"L’oxford Dictionary elegge "selfie" parola dell’anno 2013, riconoscendola come potente strumento di espressione e racconto di sé. L’uso dei filtri di iPhone e di Instagram permette a chiunque di personalizzare una foto rendendola più bella (mobile photography)". 

Tutti scattano. Migliaia e migliaia di foto. La moda diventa partecipativa, non più aspirazionale e distante. Tutti vogliono giocare con la moda in quanto segnale di libera espressione. 

Ecco che le influencer citate in mostra si raccontano in brevissime interviste spiegando: "non siamo modelle o attrici, ma persone vere, libere, che giocano, si esprimono e provano vestiti. È questo quello che piace".


Durante l'intervista realizzata in occasione della prima copertina che le immortala tutte insieme, solo Chiara Ferragni risponde in inglese sfoderando una ormai grande padronanza della lingua.

Si evince chiaramente come tutte le IT-Girls in copertina siano accomunate da una grandissima passione per la moda, trasmessa da genitori altrettanto appassionati.

Chiara Ferragni conclude la sua breve intervista dichiarando, una volta per tutte, di ritenere inadatto e assai riduttivo l'appellativo "blogger". Non rinnega i suoi inizi, di cui va più che fiera, ma preferirebbe la definizione "imprenditrice digitale" viste le innumerevoli cose che oggi fa. Lascia, alla fine, che siano gli altri a definirla e non lei stessa (intanto, però, una preferenza l'ha espressa - e bella chiara).


La mostra offre seminari gratuiti (avete tempo fino al 13 ottobre alla Triennale di Milano - accesso libero) per scoprire i segreti del successo di un influencer. Giunti alla fine del percorso, troverete una Mirror Box, ambiente con specchi e luci, che rappresenta il grande palcoscenico del web e che ti consente di immortalarti sentendoti protagonista assoluto.

Punti di forza della mostra? Un punto di vista nuovo e autentico dove da un lato un magazine (Grazia) forse si prende fin troppi meriti, dall'altro è di fatto il primo magazine di moda italiano on line ad aver deciso di osservare e comprendere, creando sinergia invece di combattere il nuovo. La rivoluzione digitale, in questo modo, l'hanno fatta insieme e l'hanno potuta raccontare insieme.
Tutti gli altri, arrivano dopo (aver anche sbattuto un po' la testa).

Mercoledì 12 Ottobre avrò il privilegio di poter partecipare a una tavola rotonda in una redazione importante: i giornalisti ascoltano i blogger.

Seguitemi su Facebook e, se lo desiderate, scrivetemi prima: mi farò volentieri vostra portavoce. 


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