to top

Da quando sono mamma

Da quando sono mamma, mi sembra che la vita sia piena, intera, completa. Bellissima.


I miei sogni non sono cambiati. Si sono spaventati un po’, ma non si sono mai ritratti.

E anche se il tempo sembra non bastare più,

anche se parlo con mio marito quasi solo al telefono mentre entrambi siamo in macchina diretti verso il nostro ufficio, perché a casa il nostro ometto si tuffa dentro ogni nostra parola e quindi è l’unico momento che ci rimane per scambiarci anche solo informazioni di servizio,

anche se lavoro ad ogni suo sonnellino invece di rilassarmi,

anche se non ho il tempo per andare in palestra (e sono io a non volermelo concedere),

anche se non mi allontano mai da lui senza sensi di colpa,

anche se rimango sveglia quando ho sonno,

anche se non mi permette di provare più di un paio di scarpe in negozio,

lui è la cosa più bella di questa vita.

E anche se non saprei dove sbattere la testa se mai ne arrivasse un altro, ne farei altri tre.

A volte mi lamento, un poco, lo ammetto. Come ieri, a fine giornata.
Ma ieri, mentre stavo per dire a me stessa di essere troppo stanca, mi sono imbattuta in una poesia.

In realtà è un post che ha fatto letteralmente il giro del web scritto da una splendida mamma blogger che non conoscevo: lei è Silvana Santo e il suo blog si chiama “Una mamma green”.

Le sue parole mi hanno fatto dire che non c’era tempo di desiderare riposo e mi hanno convinta, dopo avermi commossa, a non sentire più la stanchezza, l’impazienza di alcuni momenti, la distrazione di altri. Perché il tempo scorre sempre più veloce di quanto vorremmo e solo oggi, dopo due anni, sento davvero mia la frase che tutti mi hanno sempre ripetuto sin dalla nascita del mio ometto “ti mancheranno quei momenti, goditeli finché ci sono“.

Dopo aver letto questa poesia ed essermi riconosciuta come figlia e come madre, non ho tempo di essere stanca per mio figlio. Non voglio esserlo più.

Ascoltate:

Il tempo, inesorabilmente, svuoterà gli occhi dei miei figli, che ora traboccano di un amore poderoso e incontenibile. Toglierà dalle loro labbra il mio nome urlato, cantato, sillabato e pianto cento, mille volte al giorno. Cancellerà – un po’ alla volta oppure all’improvviso – la familiarità della loro pelle con la mia, la confidenza assoluta che ci rende praticamente un corpo solo. Con lo stesso odore, abituati a mescolare i nostri umori, lo spazio, l’aria da respirare. Subentreranno, a separarci per sempre, il pudore, il giudizio, la vergogna. La consapevolezza adulta delle nostre differenze. 

Come un fiume che scava l’arenaria, il tempo minerà la fiducia che mi rende ai loro occhi onnipotente. Capace di fermare il vento e calmare il mare. Riparare l’irreparabile, guarire l’insanabile, resuscitare dalla morte. 

Smetteranno di chiedermi aiuto, perché avranno smesso di credere che io possa in ogni caso salvarli. Smetteranno di imitarmi, perché non vorranno diventare troppo simili a me. Smetteranno di preferire la mia compagnia a quella di chiunque altro, e guai se questo non dovesse accadere. 

Sbiadiranno le passioni – la rabbia e la gelosia, l’amore e la paura. Si spegneranno gli echi delle risate e delle canzoni, le ninne nanne e i C’era una volta termineranno di risuonare nel buio. 

Con il tempo, i miei figli scopriranno che ho molti difetti, e, se sarò fortunata, ne perdoneranno qualcuno. 

Saggio e cinico, il tempo porterà con sé l’oblio. Dimenticheranno, anche se io non dimenticherò. Il solletico e gli inseguimenti (“Mamma, ti prendo io!”), i baci sulle palpebre e il pianto che immediato ammutolisce con un abbraccio. I viaggi e i giochi, le passeggiate e le febbri alte. I balli, le torte, le carezze mentre si addormentano piano. 

I miei figli dimenticheranno. Dimenticheranno che li ho allattati e cullati per ore, portati in fascia e tenuti per mano. Che li ho imboccati e consolati e sollevati dopo cento cadute. Dimenticheranno di aver dormito sul mio petto di giorno e di notte, che c’è stato un tempo in cui hanno avuto bisogno di me quanto dell’aria che respirano. 

Dimenticheranno, perché è questo che fanno i figli, perché è questo che il tempo pretende. 

E io, io, dovrò imparare a ricordare tutto anche per loro, con tenerezza e senza rimpianto. Gratuitamente. Purché il tempo, sornione e indifferente, sia gentile abbastanza con questa madre che non vuole dimenticare.

Leggete l’intero post di Silvana “I miei figli dimenticheranno“, leggete tutto di lei. Merita davvero.

Ida

  • Sipario di Perle Creazioni

    Ciao Ida, grazie per questo post. Grazie anche a Silvana.
    Mi sono emozionata davvero, fino alle lacrime.
    Ho due bambini e le parole di Silvana mi hanno toccata davvero nel profondo.
    Grazie ad entrambe.
    Stefania

    18 gennaio 2017 at 10:14 Rispondi

Leave a Comment