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Karl Lagerfeld: la sua vita raccontata attraverso i suoi disegni

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Karl della moda: se la vita di Karl Lagerfeld vi ha sempre incuriosito, prendetevi 10 minuti del vostro tempo. In questo articolo leggerete, ma soprattutto vedrete la sua vita attraverso i suoi occhi e le sue rappresentazioni visive. Uno spettacolo di vita. Signori, vi presento Karl Lagerfeld.

Karl della moda e il dono del disegno

Il più grande dono di Karl Lagerfeld è il disegno, disegna in continuazione: creazioni di moda, disegni tecnici, ma anche caricature, oppure bozzetti che accartoccia una volta terminati.

Lagerfeld ha anche il dono di sapersi raccontare. Da qui l’idea del documentario prodotto da Deralf/Story Box Press e messo in onda su Sky Arte, in cui a parlare della sua vita, attraverso i suoi disegni, è Karl Lagerfeld stesso, ricordando di luoghi che lo hanno colpito, di abiti disegnati, delle persone incontrate e di tutta una vita.

La giornata tipo di Karl Lagerfeld

Appena alzato, Karl della moda, per la precisione Karl Otto Lagerfeld, fa colazione. Porta i capelli molto morbidi, per non tirarli troppo, e non porta mai gli occhiali, perché in realtà non ne ha bisogno. Indossa larghi e lunghi camicioni bianchi a maniche lunghe. Questa la sua mise da casa e da lavoro.
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Mise da casa di Karl Lagerfeld

Karl Lagerfel: la sua infanzia

Karl Lagerfeld vive la sua infanzia a 40 km da Amburgo, in una grande proprietà costruita intorno al 1900. Grande proprietà, ma nel contempo troppo stretta per lui, Karl non vedeva l’ora di andarsene dalla campagna tedesca, perché già da bambino aveva pochissima voglia di starsene in mezzo al nulla.

Da bambino si definisce una peste: indossava gran farfallini e adorava i vestiti tirolesi che metteva sempre. A 4/5 anni i vestiti gli piacevano già così tanto che la sera voleva sempre cambiarsi e indossare camicie in seta con tante pieghe e grandi colli. A scuola amava distinguersi con abbigliamento classico, aveva un unico desiderio nella vita, desiderio mai mutato nel tempo:  essere diverso da tutti gli altri.

Non ho alcun desiderio di normalità, seguo solo le mie di norme. Il mio più grande problema da bambino era che mi adoravo, ora sono molto più modesto e riservato, ma da bambino ero molto presuntuoso, correggevo anche i professori e per questo avevo voti pessimi“.

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Gli abiti che Karl Lagerfel amava indossare da bambino

Quando sono andato in prima elementare io sapevo già scrivere e leggere, perché volevo fare l’adulto, odiavo essere bambino, da bambino desideravo non essere un bambino. Oggi la menano così tanto sulla bellezza dell’infanzia… io trovavo UMILIANTE essere un bambino, lo trovavo orribile, un essere umano di seconda categoria”.

Karl Lagerfeld va in città

Nel 1953, insieme a sua madre, Karl della moda lascia la campagna tedesca ed emigra a Parigi. Nel 1955 partecipa al prestigioso “Concours de la laine“, sponsorizzato dal Segretariato Internazionale della Lana e vince con il suo primo cappotto. Era un cappotto in lana gialla, scollato sulla schiena con una spallina attaccata alla manica e abbottonato davanti; piuttosto eccentrico per l’epoca e quindi, probabilmente, più originale della media. L’altro vincitore del concorso, quell’anno, fu Yves Saint Laurent.

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Il cappotto che nel 1955 fece vincere a Karl Lagerfel il Concours de la laine”.

Il cappotto di Lagerfeld fu realizzato da Balmain che gli propose di lavorare lì; così iniziò. C’erano già quattro persone che disegnavano quando lui arrivò e all’epoca bisognava “rilevare” i modelli, ovvero disegnare ogni dettaglio del modello proposto al cliente: le fotocopie non rendevano, pertanto bisognava descrivere bene i capi, farne apprezzare ogni cucitura, ed è grazie a tutto quell’esercizio se oggi sa disegnare così bene.

Oggi con i computer i giovani non imparano più certe cose, è un vero schifo“.

Fu l’unico a cui chiesero subito di realizzare l’intera collezione della boutique; si chiamava Florilegio (1956) e Karl era solo un ragazzetto appena arrivato.

Dopo la prima collezione capì che i ragazzi che lavoravano con lui erano bravi, ma non così giovani e decise di voler essere il capo dell’ufficio stile per poter avere voce in capitolo. Sei mesi dopo erano tutti licenziati e lui poteva comandare.

Dopo 3 anni decise di essersi stancato – “mi aveva stancato la faccia dell’assistente del signor Balmain” – così accettò l’offerta di Jean Patou e lì imparò il mestiere.

C’erano sarte che conoscevano i tessuti e avevano lavorato negli anni ’20 e ’30 e, nonostante avessero 75 anni, continuavano a lavorare. Ogni tanto mi annoiavo, in un anno facevamo solo due collezioni da 60 modelli, ora ne faccio 3 volte di più, ma ho imparato un sacco. Se da Balmain la tecnica era sempre la stessa (si partiva con un sottogonna di tulle piantato su un bustino su cui poi lavorava), da Patou disegnavo le collezioni, i tessuti, i ricami…tutto! Facevo quello che faccio ancora oggi“.

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Tecnica Balmain
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Modello Patou ’59 disegnato da Karl Lagerfeld

Karl Lagerfeld e Fendi

Nel 1964 avvia la sua collaborazione con la pellicceria Fendi. Disse subito, in netto contrasto con la loro immagine seriosa, che le pellicce non andavano bene e che le avrebbero chiamate “fausse fourrure”, pellicce divertenti. Fu così che trasformò la pelliccia, simbolo in Italia allora di status sociale, da classica a moderna. Appena arrivato, inoltre, in 3 secondi, s’inventò le famose iniziali di Fendi, quello che sarebbe stato il loro marchio e che lo è tutto’ora.”È quello che mi ha fatto guadagnare di più, perché lo aveva depositato, 3 secondi… solo 3 secondi“.

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Logo Fendi ideato da Karl Lagerfeld
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Pellicce Fendi prima e dopo Karl Lagerfeld

Dopo il 1965 Mr. Lagerfeld diventa il grande mercenario del prêt-à-porter e moltiplica i contratti. Inizia a lavorare come freelance per Krizia, Mario Valentino, Chloe. Negli anni ’70 è abbastanza famoso da lanciare una linea di profumi.

Karl Lagerfeld e Chanel

Nel 1982 Karl della moda firma un contratto epocale con la maison Chanel che rivoluziona l’industria del lusso. Erano in tanti a sconsigliarglielo, si diceva che Chanel fosse destinata all’estinzione…

Coco pretendeva di essere un oracolo dell’eleganza, all’inizio degli anni ’60 diceva che i jeans erano ignobili e la minigonna atroce e invece erano i capi che i giovani di tutto il mondo amavano di più. Con quelle fesserie si era condannata; bisognava costruire una nuova immagine, era difficile a quei tempi, ma io ho trovato il personaggio così affascinante che alla seconda offerta ho accettato. Fu la prima volta che un marchio considerato obsoleto era tornato di moda e, a quanto pare, anche piuttosto ambito“.

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segni distintivi di Chanel

Chanel ebbe la fortuna di collezionare tanti e inconfondibili segni distintivi, ma la classica giacca non è stata inventata né da Lagerfeld, né da Coco, che l’ha solo vista indossare a un facchino di un hotel di Salisburgo dove aveva passato le vacanze, decidendo di reintepretarla.

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Giacca di un facchino di un hotel di Salisburgo. Divenne la giacca Chanel.

Karl della moda stupisce mentre disegna il capo preferito della collezione Chanel 2012: un abito di jeans indossato da Cara Delevingne. Utilizza gli ombretti (sempre e solo Chanel o Shuemura) per dare colore e forma al bozzetto e lo fa con una rapidità impressionante. Il risultato, in pochi secondi, è stupefacente.

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karl della moda

Nel’87 inizia a dedicarsi con passione alla fotografia di moda e da ormai 25 anni è lui stesso a scattare le campagne fotografiche per Chanel.

Non lo faccio per mantenermi, è compreso nel prezzo“.

Nel 2000, con una dieta drastica, perde 45 chili e reinventa la sua immagine, quella che vediamo tutt’ora: collo alto, giacche lunghe strette e nere e pantaloni ampi.

Ho creato un look che si presta bene per le caricature, lo trovo affascinante, quasi incomprensibile“.

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Karl Lagerfeld prima e dopo la dieta

Dal 2010 si è occupato, con grande successo, di 3 marchi: Chanel, Fendi e Karl Lagerfeld.

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“Ora sono tutti originali, ma nessuno lo è davvero”.

“Ho sempre ammirato le persone autodistruttive, cosa che io non sono assolutamente; le persone normali sono una barba assurda, non si sopportano”.

 Karl Lagerfeld si spegne il 19 febbraio 2019 all’età di 85 anni. Una grandissima perdita per il mondo della moda.
 Scopri la prima linea di gioielli firmati Karl.

Ida

  • ELISA

    ho visto questo documentario, uno spettacolo!
    Nameless Fashion Blog

    29 luglio 2014 at 17:04 Rispondi
  • Mina Masotina

    Quest'uomo è un grande genio, ho letto con piacere il tuo post ma adesso sono curiosa di vedere il documentario 🙂

    Mina, Fashion Blogger on The Style Fever

    29 luglio 2014 at 17:55 Rispondi
  • Carmen Vecchio

    è uno stilista che apprezzo molto!
    http://www.mrsnoone.it
    kiss

    29 luglio 2014 at 18:47 Rispondi
  • Elisabetta Bertolini

    ciao 😀 io lo amooooo 😀 è un mito!!

    ELIZABETH BAILEY BLOG

    29 luglio 2014 at 20:14 Rispondi
  • Fabrizia Spinelli

    Sai che ho visto l'intera puntata su sky l'anno scorso, l'ho adorata!
    Fabrizia – Cosa Mi Metto???

    29 luglio 2014 at 20:32 Rispondi
  • Benedetta M.

    Che storia… Ci sono tanti di quei dettagli che sembrano assurdi… Non avrei mai detto che fosse un bambino pestifero, ma sicuramente le personalità talentuose si distinguono per i loro carattere difficili e diversi, lui è tra questi… Un plauso al suo percorso e alla meraviglia che suscita il suo racconto illustrato. Un bellissimo post cara, davvero!

    P.S. Come va il pancino?

    Baci,

    Benedetta

    29 luglio 2014 at 21:56 Rispondi
  • Cecilia Santini

    Karl ha la mia stessa scatola di pastelli Caran d'Ache!! Lo sai che ho avuto l'onore di provare il vestito di jans di Cara Delavigne? Bene, in gruccia non gli avevo dato molto credito. Vedendomelo addosso mi sono follemente innamorata: bellissimo, strutturato, rifinito come nessuno!!! E se ci pensi bene ha influenzato moltissimo tutta la moda venuta dopo il 2012, oggi le crinoline e le gonne rigide le rifanno un po' tutti

    30 luglio 2014 at 9:09 Rispondi
  • Giorgio Schimmenti

    Interessante, che meraviglia di disegni!

    GFD by Giorgio Schimmenti

    30 luglio 2014 at 10:26 Rispondi
  • Mia Di Domenico

    Un vero e proprio genio, d'ammirare e stimare!

    Bisous ♡
    BecomingTrendy | Facebook | Instagram | Twitter

    30 luglio 2014 at 10:29 Rispondi
  • Marika Odoardi

    Non ho mai conosciuto la vita di Karl Lagerfeld e trovo fantastico il tuo post che la ripercorre passo passo con dei bozzetti favolosi!!! Bravissima!!!

    30 luglio 2014 at 12:22 Rispondi
  • Tatiana Biggi

    Che vita affascinante, il logo Fendi è pazzesco: semplice ed incisivo! Un vero must che si è inventato in pochi secondi, chapeau!
    kiss

    Tati loves pearls

    30 luglio 2014 at 12:43 Rispondi
  • tr3ndygirl fashion blogger

    che splendido post,io lo amo Karl
    http://tr3ndygirl.com
    buona giornata
    un abbraccio

    30 luglio 2014 at 16:54 Rispondi
  • Valeria Garbo

    Mi sarebbe piaciuto vedere il documentario.. ma magari da qualche parte lo recupero!

    30 luglio 2014 at 19:24 Rispondi
  • Blog di Mina

    Me lo salvo e me lo leggo stasera prima di andare a letto, grazie! 🙂

    3 ottobre 2017 at 19:42 Rispondi

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